Nel decreto firmato dal gip Carmen Salustro figurano in tutto dieci misure cautelari: arresti domiciliari per Sciacchitano, Cacace e Cino, interdizione per altri imprenditori e manager sanitari.Rosario Sortino è stato invece sospeso per un anno e sottoposto all’obbligo di firma quotidiano. Il suo nome compare accanto a quelli di Giuseppe Rifici (Catania), Luciano Romeo (Catania), Umberto Maggio (Salerno), Milko De Seta (Napoli), coinvolti in un presunto sistema di corruzione esteso su tutto il territorio regionale.Le gare incriminate sono sei e riguardano servizi fondamentali per gli ospedali siciliani: dalla manutenzione delle apparecchiature biomediche alla gestione delle aree operatorie, dal lavaggio della biancheria alla sterilizzazione degli strumenti chirurgici. Tutti appalti da milioni di euro, concentrati tra le Asp di Palermo, Trapani e Caltanissetta. Non una nuova “tangentopoli”, ma una “sorella”: questa inchiesta è infatti il secondo capitolo dell’operazione Sorella Sanità, che aveva già travolto l’ex manager Antonio Candela e Fabio Damiani. Furono proprio le loro dichiarazioni a dare nuovo impulso alle indagini: “Sciacchitano era l’uomo che esercitava pressioni sulle commissioni di gara”, avevano raccontato. Da lì, intercettazioni, acquisizioni di atti, appostamenti. E il mosaico giudiziario ha iniziato a comporsi. Il gip scrive di un vero e proprio sodalizio tra Sciacchitano, Cacace e Cino: “Un’associazione di fatto che ha agito per anni con un programma criminoso indeterminato, teso a inquinare le gare pubbliche grazie a una rete che metteva in collegamento pubblici ufficiali e imprenditori”.

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