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Rosario Livatino al Tribunale di Ragusa: la mostra sul giudice beato che interroga le coscienze
15 Feb 2026 19:05
Il Palazzo di Giustizia di Ragusa apre le sue porte non solo per l’attività giudiziaria ordinaria, ma per diventare luogo di memoria viva. È stata inaugurata sabato 14 febbraio la mostra itinerante “Sub tutela Dei. Il giudice Rosario Livatino”, un percorso espositivo che punta a far conoscere la statura umana, professionale e spirituale del magistrato siciliano ucciso dalla mafia il 21 settembre 1990.
L’iniziativa, promossa dal Centro Socioculturale Ibleo “Mons. Francesco Ventorino” e patrocinata dal Comune e dalla Diocesi di Ragusa, trasforma i corridoi del tribunale in uno spazio di riflessione profonda sulla legalità e sul sacrificio.
Un percorso in quattro sezioni tra storia e attualità
La mostra si sviluppa attraverso 35 pannelli arricchiti da testi, immagini e contributi multimediali. Il visitatore viene accompagnato lungo quattro momenti chiave della vita di Livatino:
- La formazione: gli anni dello studio e la costruzione di un rigore etico senza sconti.
- Il magistrato e il contesto: il lavoro ad Agrigento durante gli anni più bui della guerra di mafia.
- Il martirio e la beatificazione: dalla tragica morte sulla statale 640 fino al riconoscimento della Chiesa come beato nel 2021.
- L’eredità: il valore civile del suo esempio per i magistrati e i cittadini di oggi.
All’inaugurazione hanno partecipato le massime cariche civili e religiose, tra cui il vescovo mons. Giuseppe La Placa, il sindaco Peppe Cassì, il presidente del Tribunale Francesco Paolo Pitarresi e il procuratore Francesco Pulejo, sottolineando l’importanza di Livatino come modello di “coerenza tra fede e diritto”.
Informazioni e orari per la visita
L’esposizione resterà allestita presso il Tribunale di Ragusa fino a venerdì 20 febbraio. L’ingresso è gratuito e aperto a tutta la cittadinanza, con particolare invito alle delegazioni studentesche del territorio.
- Orari di apertura: dalle 9:30 alle 19:00.
- Visite guidate: è possibile prenotare un percorso accompagnato dal curatore Salvatore Taormina chiamando i numeri 391 3955080 o 347 3457227.
Il convegno di chiusura: il rigore e l’umanità
Il ciclo di eventi si concluderà venerdì 20 febbraio alle ore 15:00, presso l’Aula Firrincieli del Tribunale, con il convegno dal titolo “Oltre la toga: il rigore della norma e l’umanità del giudizio”.
L’incontro, accreditato dall’Ordine degli Avvocati, vedrà la partecipazione di autorevoli relatori che dibatteranno su come l’esempio di Livatino possa ancora oggi ispirare chi è chiamato ad applicare la legge, mantenendo sempre uno sguardo attento alla dignità dell’uomo.
Chi era Rosario Livatino
Rosario Livatino è stato un magistrato siciliano, nato a Canicattì nel 1952, che ha dedicato la sua breve ma intensa carriera alla lotta contro la criminalità organizzata. Conosciuto per il suo straordinario rigore morale e la sua profonda preparazione tecnica, lavorò presso la Procura di Agrigento occupandosi di delicate indagini sulla “Stidda” e sulle infiltrazioni mafiose nell’economia locale. La sua figura è diventata un simbolo di rettitudine assoluta: viveva la sua professione come una missione civile e di fede, operando sempre lontano dai riflettori, fino al tragico sacrificio del 21 settembre 1990, quando fu brutalmente ucciso in un agguato mafioso mentre si recava al lavoro senza scorta. Definito da Giovanni Paolo II un “martire della giustizia e, indirettamente, della fede”, Livatino è stato il primo magistrato nella storia della Chiesa a essere proclamato beato. foto di Salvo Bracchitta







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