Rivolta nel carcere di Cavadonna a Siracusa: 30 detenuti occupano un reparto, agente ferito

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Momenti di forte tensione nella casa circondariale di Siracusa-Cavadonna, dove, secondo quanto denunciato dal Sindacato di polizia penitenziaria (Spp), un gruppo di circa trenta detenuti avrebbe occupato il blocco 10 dopo che quattro di loro sarebbero riusciti a sottrarre le chiavi a un agente della Polizia Penitenziaria. L’emergenza, sempre secondo il sindacato, sarebbe durata circa cinque ore e avrebbe richiesto l’arrivo di rinforzi da altri quattro istituti penitenziari siciliani.

Chiavi sottratte a un agente, occupato il blocco 10

La ricostruzione dell’episodio è stata fornita da Aldo Di Giacomo, vice segretario generale del Sindacato di polizia penitenziaria, e da Domenico Del Grosso, segretario regionale. Secondo i rappresentanti sindacali, quattro detenuti sarebbero riusciti a sottrarre le chiavi a un agente, dando così origine alla situazione di emergenza.
Successivamente, circa trenta detenuti avrebbero occupato il blocco 10 della struttura carceraria. La situazione si sarebbe protratta per diverse ore, rendendo necessario l’intervento di personale proveniente da altri istituti.

Rinforzi da Noto, Caltagirone, Brucoli e Ragusa

Secondo l’Spp, al momento dell’emergenza erano presenti in servizio circa dieci agenti. Per fronteggiare la situazione sarebbero stati fatti arrivare rinforzi dagli istituti penitenziari di Noto, Caltagirone, Brucoli e Ragusa.
Un impiego di personale che, secondo il sindacato, avrebbe evidenziato le criticità dell’organico della casa circondariale siracusana e, più in generale, del sistema penitenziario siciliano.
Durante i momenti di tensione, inoltre, un detenuto avrebbe danneggiato alcune suppellettili dell’infermeria e un agente sarebbe rimasto ferito.

“Per alcune ore lo Stato ha perso il controllo di un reparto”

È particolarmente dura la valutazione dei rappresentanti dell’Spp. “Per alcune ore lo Stato ha perso il controllo effettivo di un reparto del carcere”, affermano Di Giacomo e Del Grosso, sottolineando la gravità di quanto accaduto.
Per il sindacato, il ricorso a rinforzi provenienti da altri quattro istituti non rappresenterebbe una soluzione strutturale, ma lo spostamento temporaneo di una carenza di personale già presente in altre carceri.
“Quando per affrontare un’emergenza in un carcere bisogna svestire altri quattro istituti, non si stanno utilizzando rinforzi: si sta semplicemente spostando la carenza di personale da un carcere all’altro”, sostengono i sindacalisti.

721 detenuti per 545 posti

L’Spp richiama anche i numeri della casa circondariale di Cavadonna. Secondo i dati forniti dal sindacato, nella struttura sono presenti 721 detenuti a fronte di 545 posti regolamentari.
Un sovraffollamento che, secondo la rappresentanza sindacale, si accompagna a una carenza di personale della Polizia Penitenziaria. Gli agenti effettivamente in servizio sarebbero infatti 266, rispetto ai 310 previsti in organico.
È proprio la combinazione tra sovraffollamento e carenza di personale a preoccupare maggiormente il sindacato, che considera l’episodio un campanello d’allarme sulle condizioni operative all’interno della struttura.

L’Spp chiede un intervento immediato al Dap

Al termine della denuncia, il Sindacato di polizia penitenziaria chiede al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e al Ministero della Giustizia un intervento immediato sulla situazione di Cavadonna.
Le richieste riguardano il ripristino di condizioni di sicurezza effettive all’interno dell’istituto e soprattutto un rafforzamento stabile dell’organico, così da evitare che le emergenze debbano essere affrontate ricorrendo sistematicamente al personale di altre carceri.

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