“Ramadan Mubarak” a Vittoria, festa modificata per lutto cittadino: comunità islamica sceglie la sobrietà. FOTO GALLERY

La comunità islamica di Vittoria si prepara al Ramadan. Dal 17 febbraio, per un mese, i fedeli di Allah mese vivranno un mese di penitenza e di digiuno. A Vittoria, la comunità islamica ha vissuto ieri sera un momento di preparazione con musica tradizionale araba, letture di poesie e racconti della tradizione islamica. Si chiama “Welcome Ramadan”: un momento di festa, che avrebbe dovuto prevedere anche una passeggiata culturale nel centro storico, con musica, danze e nastri colorati, con partenza e arrivo in piazza Enriquez.

Ma nel giorno in cui il Comune ha indetto il lutto cittadino e annullato le manifestazioni del Carnevale per onorare un quattordicenne morto nei giorni scorsi, la cooperativa “Semi diversi” che raggruppa i musulmani vittoriesi, ha deciso di annullare la passeggiata culturale e le danze. Un segno di rispetto per la comunità locale. Un piccolo momento di festa, più sobrio, si è svolto nei locali del Granaio Culturale, che insieme alla cooperativa Iride e all’Auser di Vittoria ha collaborato all’iniziativa.

Nei locali del Granaio culturale sono state allestite delle decorazioni, i festoni con la scritta “Ramadan Mubarak!” (che significa: Benedetto Ramadan!), la tavola con i cibi, il couscous, il riso, le seppie ripiene, il pollo, i dolci tradizionali arabi. Erano presenti e hanno portato il loro saluto l’assessora vittoriese Francesca Corbino, la presidente dell’associazione “Uniti senza frontiere” di Ragusa, Fethjia Bouhajeb e altri esponenti delle associazioni e delle cooperative che operano a Vittoria. Durante il pomeriggio, si è osservato un minuito di silenzio per i lutti che hanno colpito la comunità vittoriese e acatese: la morte di un ragazzo di 14 anni e – giovedì sera – di un trentacinquenne di Acate, originario della Tunisia.

Cosa è il Ramadan

Il Ramadan è il nono mese del calendario islamico ed è considerato il periodo più sacro per i musulmani di tutto il mondo. Durante questo mese, i fedeli osservano il digiuno dall’alba al tramonto, astenendosi non solo da cibo e bevande, ma anche da comportamenti negativi, con l’obiettivo di rafforzare l’autodisciplina, la fede e la solidarietà verso chi è in difficoltà.

Il Ramadan ricorda il momento in cui, secondo la tradizione islamica, il Corano fu rivelato al profeta Maometto. È un tempo di preghiera intensa, riflessione spirituale, carità e condivisione: ogni giornata si conclude con l’“iftar”, il pasto serale che riunisce famiglie e comunità. Più che un semplice periodo di digiuno, rappresenta un cammino interiore di purificazione e rinnovamento.

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