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Ragusa è “Città del Formaggio” 2026: cerimonia ufficiale e promozione delle eccellenze locali
30 Gen 2026 17:26
Ragusa è ufficialmente la “Città del Formaggio” per il 2026, un titolo prestigioso conferito dall’ONAF (Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Formaggi) che celebra la ricchezza e la tradizione casearia del territorio ibleo. Il percorso di valorizzazione è cominciato ufficialmente stamani, venerdì 30 gennaio, con una cerimonia solenne tenutasi all’Auditorium San Vincenzo Ferreri di Ragusa Ibla. L’evento ha visto la partecipazione di numerose autorità locali, rappresentanti della filiera produttiva e sindaci delle precedenti città insignite del titolo, creando un’importante occasione di confronto e promozione delle eccellenze locali.
La mattinata, che ha visto l’intervento anche di Giovanni Farina, cerimoniere del gruppo di lavoro ONAF delle Città del Formaggio siciliane, ha visto una serie di interventi tecnici e le testimonianze di alcuni amministratori e produttori.
Il Sindaco di Ragusa, Giuseppe Cassì, ha commentato il riconoscimento come un traguardo atteso da tempo che proietta la città verso una nuova fase di sviluppo: “Questo riconoscimento è l’esito di un lavoro lungo e strutturato che abbiamo convertito in azioni concrete, puntando sulla valorizzazione dei nostri beni identitari”.
L’assessore allo Sviluppo Economico, Catia Pasta, ha sottolineato come il titolo sia l’inizio di un percorso che punta a coinvolgere l’intera filiera agroalimentare: “È il primo passo di un percorso di valorizzazione che vogliamo declinare al plurale. Sono tanti infatti i fattori di questo riconoscimento: i nostri prodotti simbolo, gli operatori di tutta la filiera, la qualità del territorio e la sua sostenibilità, una storia secolare che fa parte della nostra cultura al punto da diventare identitaria”.
La Pasta ha ringraziato tutti gli attori della filiera: Corfilac, Diprosilac, Distretto Produttivo Siciliano Lattiero-Caseario e le numerose aziende a trazione familiare, invitando a collaborare anche i consorzi di olio, vino e pane per promuovere la cucina italiana come patrimonio UNESCO.
Gli interventi hanno lanciato un invito chiaro: immaginare una serie di iniziative che possano portare valore ai formaggi locali, ai produttori e all’intero indotto. Guglielmo Portelli, referente ONAF per Ragusa, ha messo in luce l’impegno degli operatori: “I produttori mettono prima di tutto innanzi la passione“, un elemento chiave che, insieme alla maestria e alla competenza, garantisce l’eccellenza dei prodotti come il Ragusano DOP.
Il dibattito sul contesto produttivo caseario ibleo ha visto la partecipazione di Cinzia Caggia (Presidente Corfilac), Vincenzo Cavallo (Presidente Distretto) e Giuseppe Occhipinti (Presidente Consorzio Ragusano DOP).
In questo contesto, un ruolo fondamentale lo gioca il sistema veterinario ibleo, che segue costantemente le aziende e i produttori, garantendo il rispetto delle normative sanitarie e il benessere animale, elevando così ulteriormente la qualità del latte e dei prodotti finiti destinati al consumo, a tutela della salute dei consumatori.
La cerimonia ha incluso un momento simbolico di svelamento della segnaletica che sarà apposta agli ingressi della città per celebrare il titolo acquisito.
La mattinata si è conclusa con un percorso di degustazione che ha deliziato i presenti con prodotti caseari e gastronomici tipici iblei. Protagonista indiscusso è stato uno speciale Ragusano DOP stagionato 24 mesi, offrendo un’esperienza sensoriale unica. La degustazione ha incluso anche altri prodotti tipici locali, grazie al supporto e alla professionalità degli studenti dell’Istituto Alberghiero di Ragusa.
L’evento ha rappresentato un momento cruciale per dare il via a un anno di iniziative volte a valorizzare l’eccellenza ragusana nel panorama gastronomico nazionale e internazionale.







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