Progetto Ri-Belli e Spazio Young insieme per lo spettacolo teatrale de “La Bella e La Bestia”


Da spettatori, fin troppo spesso passivi, a protagonisti del cambiamento, attraverso la bellezza. Questo, in sintesi, l’obiettivo della nuova, duplice iniziativa, che progetto Ri-Belli, in collaborazione con Spazio Young, iniziativa di Caritas Italiana, intendono avviare nel mese di dicembre.


Il Progetto Ri-Belli, selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della po-vertà educativa minorile, vede come capofila l’associazione “I Tetti Colorati Onlus”, in partenariato con Aksara Cooperativa Sociale, Abaco – il teatro conta, Associazione Lauretana, Ztl Media Group S.r.l., Università degli Studi di Catania – Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali, Istituto Com-prensivo “Cap. B. Puglisi”, Istituto Comprensivo “Vann’Antò”, Istituto Comprensivo “Psaumide di Camarina” e Comune di Acate.
Spazio Young, progetto finanziato da Caritas italiana all’interno del bando “Tutti per uno” grazie al sostegno di Cassa Centrale Banca, è uno spazio dei giovani e per i giovani, aperto e dinamico, fles-sibile e multitasking, in cui i giovani stessi abbiano la possibilità di essere non solo coinvolti ma pro-tagonisti, mettendosi in gioco in prima persona in un’esperienza creativa e dinamica.


«La Diocesi di Ragusa – spiega Domenico Leggio, Direttore della Caritas di Ragusa – attraverso la Caritas, tiene molto all’aspetto educativo che parte dai bambini e dai ragazzi. È questo il senso di questa grande alleanza tra la Diocesi e alcuni enti attivi in questo contesto. A partire dall’associa-zione I Tetti Colorati Onlus, ma anche da altre realtà quali Abaco – Il Teatro Conta, per quanto ri-guarda il laboratorio teatrale, la Cooperativa Nuovi Orizzonti, per l’allestimento della mostra foto-grafica, e Impresa Con i Bambini, che sostiene e finanzia il progetto Ri-Belli e le diverse parrocchie del territorio che ci stanno aiutando nell’organizzazione. Al centro di tutto, l’attenzione all’aspetto educativo, a partire però dai ragazzi. È necessario lasciarci interpellare da loro, non pensare solo noi, adulti, a qualcosa da fare o far fare, ma farci contaminare dalla loro bellezza e dalla loro ricchezza, in tutti i sensi”.


Tra le 14 azioni portate avanti dal progetto Ri-Belli nelle aree del Centro Storico Superiore di Ragu-sa, nella fascia trasformata di Marina di Acate e a Santa Croce Camerina, due in particolare, saranno al centro, appunto, della duplice iniziativa che caratterizzerà il mese di dicembre: il laboratorio tea-trale e quello fotografico, che hanno visto, negli ultimi due anni, la partecipazione di numerosi ra-gazzi, dai 9 ai 18 anni, delle tre aree coinvolte.
Il primo dicembre, alle 20, è infatti in programma, nei locali della Chiesa di San Pier Giuliano Eymard, lo spettacolo teatrale de “La Bella e la Bestia”, già portato in scena, nello scorso mese di aprile, al Teatro Don Bosco di Corso Italia. Oltre 25 i bambini di età compresa tra gli 8 e i 17 anni della fascia trasformata di Marina di Acate e del Centro Storico Superiore di Ragusa, coinvolti da oltre un anno nell’iniziativa allestita da Fabio Guastella, Abaco – Il Teatro Conta, e Francesca Casti-glione, psicologa e animatrice de I Tetti Colorati Onlus. Peraltro, i ragazzi saranno chiamati ad una vera e propria tournèe che, dopo la data di Ragusa, li vedrà impegnati il 3 dicembre a Caltanissetta, il 5 dicembre ad Agrigento, il 17 dicembre, infine, a Savona.


«La ripresa delle attività – spiegano Fabio e Francesca – è avvenuta da un paio di settimane e, da su-bito, abbiamo avviato un confronto parallelo con le famiglie dei ragazzi coinvolti, proprio per rag-giungere, in vista della tournèe, che abbiamo calendarizzato insieme a loro, il massimo coinvolgimen-to, emotivo e relazionale, tra ragazzi e famiglie. Le quali, in quasi tutte le date, seguiranno i loro ra-gazzi, per far percepire loro, in maniera tangibile, il supporto e la partecipazione.
Il giorno dopo, il 2 dicembre, alle 18, è in programma, invece, l’inaugurazione, nei locali della Bi-blioteca Diocesana di via Roma, di una mostra fotografica realizzata con gli scatti dei partecipan-ti al Laboratorio Fotografico “Ri-Belli per Stupire”, che ha visto il coinvolgimento di oltre 20 ragazzi di età compresa fra i 9 e i 18 anni, provenienti dalle medesime aree, nella prima e nella seconda edi-zione dell’iniziativa.
Centinaia le foto in mostra, con oltre 70 ritratti degli stessi partecipanti, in poliestere semitrasparen-te, e un pannello gigante, con oltre 60 fotografie e tre trittici, altrettanto ricchi, assemblati a cura di Max Hirzel, fotografo professionista e responsabile del laboratorio, che ha potuto contare sulla pre-ziosa collaborazione di Marida Augusto, fotografa professionista.


«Con la mostra – spiegano Max e Marida – abbiamo voluto dare un’idea della ricchezza dei lavori realizzati dai ragazzi, molto particolari e originali sia nel punto di vista che nella scelta, tecnica e arti-stica, del soggetto e dello scatto in sè. Al centro di tutto, la bellezza e, nell’ottica di “Ri-belli per stu-pire”, la meraviglia e la sorpresa per la diversità degli sguardi, la molteplicità delle voci e delle pro-spettive che gli stessi protagonisti sono riusciti ad esprimere attraverso le foto. Il risultato, grazie alle capacità dei ragazzi e all’allestimento originale nell’assonanza di forme e colori che abbiamo realizza-to, è davvero godibile esteticamente oltre che particolarmente originale e sorprendente per tutti, pro-tagonisti e spettatori”.
Nello stesso contesto, in programma anche un importante dibattito che vedrà l’intervento di Davi-de Bocchieri, giornalista e antropologo, sul tema “Serrerentola nel paese dei farlocchi-bambini beneficiari o attori del cambiamento?”, e di Valentina Distefano, presidente associazione i Tetti Colorati Onlus e coordinatrice del progetto Ri-Belli, sul tema “Coinvolgere la comunità educante: la bellezza per sperimentare coesione”, con intervento introduttivo di Vincenzo La Monica, Cari-tas Ragusa. La stessa iniziativa sarà portata anche a Savona, il 16 dicembre, nel medesimo contesto della tappa prevista per la rappresentazione teatrale.


«Chi sono questi ragazzi e bambini definiti sui giornali e nel linguaggio comunale come “invisibili”? – si chiede Bocchieri che ha svolto una lunga ricerca etnografica proprio nel contesto della fascia tra-sformata – Quale idea di futuro può avere una ragazzina che a dodici anni non può andare a scuola perché deve badare al fratellino piccolo o deve passare anche dieci ore al giorno a raccogliere zuc-chine e melanzane? Cosa dicono gli adulti sui bambini e i ragazzi? Sono questi gli interrogativi che mi sono posto nel mio lavoro di ricerca sul campo, durata – con fasi alterne – circa tre anni. L’aver posto l’attenzione sulle forme di agency dei bambini e dei ragazzi della Fascia trasformata, – conclu-de Davide – mettendo in luce tutte quelle strategie volte ad agire il loro presente e a immaginare un futuro, non può mettere in ombra la situazione di profonda diseguaglianza che attraversa le vite e le storie di adulti e ‘minori’ che vivono in questo territorio. Far risaltare le resistenze, al contrario, è un’occasione per rimarcare la grave mancanza di opportunità per chi, come i bambini e i ragazzi, spe-rimenta una situazione di doppia dipendenza: imposta dal contesto e dalle scelte dei genitori».

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