Processo Mare Jonio: chat segrete e intercettazioni contestate. Ecco cosa rischia di saltare

E’ iniziato poco dopo le 12 l’udienza del processo a carico dei membri di equipaggio della nave Mare Jonio, chiamata a dare risposte sulle eccezioni preliminari sollevata dalle difese degli imputati accusati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina aggravate dall’averne tratto profitto. Sul banco degli imputati Alessandro Metz, legale rappresentante della Idra Social Shipping (società armatrice della nave), Giuseppe Caccia vice presidente del Cda della Idra e capo spedizione; Luca Casarini dipendente della società (ma che gli inquirenti ritengono avere nei fatti, un ruolo importante all’interno della Idra), Pietro Marrone, comandante della Mare Jonio, e i due dei tre componenti dell’equipaggio: Agnese Colpani, medico e Fabrizio Gatti, soccorritore.

Per il terzo, posizione stralciata per la difficoltà alla notifica degli atti. Marrone, Caccia, Casarini e Metz devono rispondere anche di irregolarità in merito al rispetto delle norme del Codice della navigazione. In aula sono presenti, con i difensori Fabio Lafranca e Serena Romano, Luca Casarini, Beppe Caccia e Agnese Colpani.

Tra il pubblico, presente il fondatore di Libera, Luigi Ciotti, con una nutrita rappresentanza dell’associazione, la Cgil provinciale, una delegazione di Mediterranea saving Humans, e Amnesty International nel preannunciato ruolo di “osservatore” con Domenico Chirico. E’ il pubblico ministero Santo Fornasier a interloquire in apertura di seduta, sulle eccezioni formulate dalle difese ribadendo la correttezza dell’operato della Procura.

Al processo Mare Jonio, in corso a Ragusa, rigettate tutte le eccezioni preliminari delle difese rappresentate dagli avvocati Fabio Lanfranca e Serena Romano. Dopo 45 minuti di interlocuzione, il pubblico ministero ha concluso il suo intervento. A verbale il presidente del collegio (Elio Manenti, a latere Francesca Aprile e Giovanni La Terra) riassume: “Il pubblico ministero rileva in particolare che non risulta leso il diritto di difesa degli imputati e riportandosi ai rilievi dell’Avvocatura dello Stato in quanto alla costituzione di parte civile (le difese contestavano la correttezza formale autorizzativa ndr), il Pm nulla obietta per converso in ordine alle eccezioni concernenti l’utilizzabilità della chat telegram con un deputato della Repubblica (si tratta di Erasmo Palazzotto ndr), rimettendosi sul punto al Tribunale, e chiede per il resto il rigetto delle eccezioni sollevate riportandosi ai verbali di udienza preliminare e procede al deposito della documentazione richiamata nella sua esposizione”.

Il collegio si è ritirato in camera di consiglio per pronunciarsi sulle eccezioni e al rientro in aula, dopo 45 minuti, il collegio si è espresso con una ordinanza affrontando punto per punto le eccezioni formulate e rigettandole.

Su una parte delle intercettazioni, si attenderà l’effettiva richiesta di trascrizione. Il dibattimento è stato ufficialmente aperto. Il presidente del collegio ha invitato le parti alla “concretezza”, dichiarando che è necessario chiarire le circostanze fattuali e giuridiche e poi quelle che riguardano il bonifico (con il quale la Maersk ha dato alla Idra Shipping 150mila euro ndr); al Tribunale, ha spiegato Manenti, serve un inquadramento sintetico sulle attività di indagine, sulla effettiva autorizzazione allo sbarco e poi capire, se accordo economico c’è stato, in quale frammento temporale sia avvenuto rispetto al trasbordo dei migranti e al loro arrivo a Pozzallo, rinnovando la richiesta di concretezza anche sulla indicazione dei testi.

Il pubblico ministero ha chiesto venga acquisita prova da testimonianza dei testi in lista e dall’esame imputati con richiesta di trascrizione di intercettazioni; la parte civile si è riservata la produzione documentale, che venga provata la responsabilità degli imputati e il contro esame dei testi.

Le difese hanno insistito sulla lista testi depositata pur comprendendo l’ordine dei valori che il Tribunale intende seguire. Nella lista testi delle difese ci sono anche la ex ministra dell’Interno dei governi Conte e Draghi, Luciana Lamorgese, oltre a un gruppo di dirigenti Maersk (“già sentito a sommarie informazioni dalle difese”, ha affermato l’avvocata Romano) per chiarire la presenza della autorizzazione allo sbarco, le interlocuzioni avvenute con la Maersk Tankers sul presunto accordo e lo stato di necessità che ha portato al trasbordo dei migranti attraverso la testimonianza di alcuni dei migranti stessi che erano a bordo della Maersk Etienne.

Il Tribunale ha ammesso le prove richieste dalle parti, fissando per l’esame dei primi tre testi dell’accusa l’udienza del 12 maggio 2026, disponendo la convocazione del perito per la trascrizione delle intercettazioni, Massimiliano Chiaramonte, invitando il pm a depositare la lista contenente i progressivi per le intercettazioni da trascrivere, almeno 20 giorni prima della data di udienza e si riserva di fissare successiva udienza per la prosecuzione istruttoria attesa la complessità del procedimento. Nella definizione delle liste di trascrizione, le difese forniranno i progressivi per negare l’utilizzabilità di alcune e richiederne contestualmente la distruzione, lasciandole fuori dal fascicolo del dibattimento.

“Il Tribunale in effetti, ha anticipato che disporrà la distruzione di tutte quelle intercettazioni e chat inutizzabili, quelle che in sostanza sono avvenute con i difensori, con ministri di culto e con parlamentari – hanno detto gli avvocati Serena Romano e Fabio Lanfranca – perché assunte in violazione di legge. Per quanto riguarda poi la chat telegram con Beppe Caccia il cui supporto risultava deteriorato, la copia potrà essere ammessa solo con il consenso delle difese ma non essendoci prova di fedeltà all’originale riteniamo siano inutilizzabili.

Abbiamo apprezzato la concretezza del Tribunale che prima di altre questioni vuole analizzare il fondamento dell’accusa ovvero se lo sbarco sia stato autorizzato o meno e in quali termini e soprattutto se ci sia stato un accordo per il soccorso. Insomma, se è dimostrabile, come riteniamo che sia che i migranti non siano entrati senza autorizzazione e che non ci sia stato nessun accordo prima dello sbarco, è chiaro che non vi possa essere il reato principale contestato”.
Fonte: Agi

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