Presentato a Comiso il libro di Marco Raccuglia “Il ricercatore di parole”


Un bambino di otto anni, appassionato di parole che raccoglie e custodisce, curioso e coraggioso come un adulto, viene attratto al centro di una delle più importanti piazze di Palermo: la Zisa. È l’inizio di un viaggio particolarissimo e unico. Una vicenda straordinaria, dove reale e surreale fanno da contrappunto al quotidiano, si intrecciano fin quasi a confondersi tra. È l’inizio del romanzo d’esordio di Marco Raccuglia dall’immancabile titolo “Il ricercatore di parole”, edito da Kromato Edizioni e caratterizzato loro da un ordito narrativo che avvince il lettore dall’inizio alla fine, presentato sabato scorso a Comiso presso la sala dell’Ottica Marchi, col patrocinio gratuito del Comune di Comiso e della Pro Loco Comiso, di fronte a un numeroso e attento pubblico, presente il sindaco Maria Rita Schembari, nel rispetto delle norme di sicurezza anticovid.

Una serata organizzata con stile e classe dalla famiglia Marchi e in particolare da Daniela Marchi che ha introdotto l’evento presentando i due ospiti: lo stesso Marco Raccuglia e il giornalista Antonello Lauretta. Quest’ultimi, dialogando con brio e leggerezza, hanno ben presto coinvolto in una interazione empatica il pubblico che, a tratti, è assurto a coprotagonista della serata.
Gli eventi narrati nel romanzo portano il piccolo protagonista indietro nel passato e avanti nel futuro. Durante il tragitto incontra diversi personaggi come Solitudine e Coraggio, discute con il Tempo, visita la stanza di Dolore. Con il susseguirsi delle tappe, si accresce la consapevolezza del piccolo eroe di avere una missione da compiere. Per adempiere al suo compito, dovrà essere disposto a pagare un caro prezzo: mettere, forse, in gioco la vita stessa!

A fare da cornice a questa storia la splendida città di Palermo, con i suoi antichi palazzi nobiliari, i suoi quartieri, i suoi personaggi, fedele, in ogni epoca, alla sua vertigine di profumi e colori.
Un Viaggio che è anche sonoro: ogni capitolo è, infatti, accompagnato dalle Parole raccolte dal Ricercatore nella forma del testo di una canzone, colonna sonora a ciascun capitolo, che è possibile ascoltare attraverso un codice QR e che nell’occasione Marco Raccuglia ha cantato accompagnato dalla sua chitarra.

Le canzoni, presenti nel libro e scritte da Marco Raccuglia, hanno vinto illustri premi nazionali: “In questa città” ha conquistato il Premio nazionale “Angeli Custodi: l’esempio del coraggio, il valore della memoria” promosso dalla Fondazione Giovanni Falcone e dal Ministero dell’Istruzione. (The Vito Movement, 2018); “Accussi” la XV edizione del premio nazionale “Fabrizio De Andrè”. (TAMUNA, 2016); “Io Ti Attendo” il “Premio del Pubblico” XXXI edizione del concorso nazionale “Musicultura”, festival della canzone popolare e d’autore. (The Vito Movement, 2020).

Raccuglia, infatti, è un cantautore palermitano cresciuto nel quartiere della Zisa che ha determinato il carattere e la personalità dell’autore, affascinato dell’euforia del quartiere stesso e allo stesso tempo dal desiderio di rievocare, attraverso i suoi ricordi, la quantità di voci degli adulti e bambini che ne caratterizzavano le giornate.
Crescendo, prevale l’ideale comune di “lasciare traccia”, di descrivere un passato che aiuti il presente a fare spazio ad un futuro idealmente ricercato e attento. Oggi alla ricerca continua di parole e suoni nuovi, ha scritto un romanzo di autentica devozione all’Arte del trasmettere. Il romanzo, che può ricondursi senz’altro all’alveo del genere “Realismo Magico”, ricorda la letteratura popolare con attenzione al mondo delle fiabe e all’invenzione fantastica di Italo Calvino. L’autore offre una ricca galleria di personaggi: Diego e Pedro Lopes, Rosalia e Calcedonio, Don Viola, il Verum, Padre Utro, Gerlando Lo Vullo e, ancora, luoghi e personaggi noti alla cronaca: Capaci e via D’Amelio, Falcone e Borsellino e le loro scorte. Raccuglia regala al lettore soffi di puro lirismo con un’altra particolarissima galleria di figure che si susseguono: Solitudine vive rinchiusa da Lucia nella stanza più grande della casa. Un tempo c’erano Felicità, Abitudine, Vita, Desiderio, Ira, Passione, Dolore, Attesa, Razionalità, Delusione, soprattutto Speranza.

Il libro è ricco di citazioni, letterarie, mitologiche, musicali, cinematografiche; soprattutto “Il ricercatore di parole”, per dirla con Ivan Scinardo autore della postfazione, è un esploratore di mondi, alla ricerca sì delle parole ma prima di tutto di un ordine sociale, migliore e possibile. Esempio concreto di un felice connubio tra letteratura e arti visive, dopo la presentazione del libro di Marco Raccuglia, gli ospiti hanno potuto visitare la mostra antologica di pittura dell’artista comisana Irene Giudice.

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