Parla l’on. Orazio Ragusa dopo l’adesione alla Lega, nessun tradimento ma solo bene per il territorio. Forse per lui potrebbe arrivare un assessorato

“L’avvio di un nuovo percorso, che ci vede come protagonisti, è da inquadrare in un’ottica politica ben definita, quella del rafforzamento della coalizione di centrodestra che sostiene l’attuale Governo regionale. La necessità di fare squadra, di muoverci tutti lungo la stessa direzione, passa attraverso una priorità indiscutibile: dare risposte alla nostra isola, ai territori da cui proveniamo e, soprattutto, ai nostri concittadini”. Così il deputato regionale Orazio Ragusa commenta la sua adesione al gruppo della Lega all’Ars costituitosi nelle ultime ore, con il benestare del senatore Stefano Candiani e con il supporto dell’on. Nino Minardo, la cui destrezza nel gestire questa fase lo candida a intestarsi la guida del partito a livello regionale, riconoscimento che sarebbe di grande prestigio per l’intera area iblea, che non dimentica gli splendori politici del passato.

“Nell’ottica di questo cammino teso a rafforzare la coalizione – chiarisce l’on. Ragusa – merita una sottolineatura l’atteggiamento intelligente del presidente dell’Ars, l’on. Gianfranco Micciché, che da condottiero politico qual è ha saputo interpretare con il dovuto acume e con notevole generosità questi passaggi che consentiranno di ampliare la piattaforma politica della coalizione che renderà più forte anche Forza Italia in Sicilia (in attesa degli atti federativi tra i partiti) affinché possa fare da traino, così come sempre accaduto, per lo stesso partito nel resto del Paese”.

“La scelta della Lega, per quanto mi riguarda – continua l’on. Ragusa – è consapevole e soprattutto, se vogliamo, di rottura. E’ una Lega che, liberatasi dalle incrostazioni antimeridionaliste, intende fornire al nazionalismo un senso più pregnante e guarda al federalismo, anche attraverso il supporto di movimenti civici, come a un antidoto per risolvere i mali che attanagliano pure la nostra regione. Pensate cosa vorrebbe dire applicare anche alla Sicilia gli stessi modelli riguardanti l’agricoltura, le infrastrutture, la Sanità per evitare viaggi della speranza, la burocrazia che hanno rappresentato e rappresentano i punti di forza delle regioni governate dalla Lega. Il know how politico di quelle realtà si è rivelato vincente. Perché non scommetterci lungo questa direzione anche dalle nostre parti? Scelta matura e consapevole, dicevo, che auspichiamo possa portarci lontano.

Oggi, a Palermo, il centrodestra non può vantare la maggioranza. E questo ha comportato una serie di difficoltà, le conosciamo tutti, per il governo Musumeci. Ma il governatore ha saputo mettere in luce tutta la propria capacità politica, il suo credo nelle istituzioni, con grande equilibrio e compostezza, per superare tale fase di impasse. E siamo certi che, con il nostro sostegno, saremo in grado di concretizzare nuovi percorsi grazie alla creazione di un centrodestra più forte e più unito. Assieme agli onorevoli Catalfamo, Caronia e Bulla avvieremo la nostra esperienza nell’unico e supremo interesse dei siciliani. I quali attendono risposte concrete. E noi cercheremo di darle. Nella maniera più operativa possibile”.

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