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Nasubi e la banalità del male: il nuovo specchio sociale dell’Onorata Società
16 Mar 2026 20:15
Si intitola “Nasubi, la banalità del male”, l’ultima proposta musicale del gruppo ragusano Onorata Società. E’ un viaggio nella complessità umana, dove il confine tra bene e male si fa sottile in una società che ci spinge a vedere e non guardare. “Nasubi” ci chiede di riflettere sulla nostra responsabilità individuale e collettiva. Come possiamo permettere che il male diventi ordinario? Cosa significa essere “umani” in una società che sembra aver perso la propria natura ? un invito a riflettere sulla nostra dis-umanità.
Hanna Arendt era una giornalista che negli anni 60 coniò il concetto di banalità del male. Rimase colpita, seguendo il processo di Eichmann, principale deportatore di ebrei, di come non avesse la forma del mostro che magari si aspettava ma un aspetto apparentemente così normale, mediocre, conformista. “Oggi non c’é più il male di una volta” deve aver esclamato tra sé e sé. Il male non è più riconoscibile nella violenza esplicita ma si nasconde in forme meno eclatanti. E’ un male che non si dichiara ma che ha comunque degli effetti.
Nasubi è un comico giapponese che negli anni 90 decise di partecipare ad uno dei primi reality televisivi.
Entrò in una stanza per quello che lui credeva essere un provino e ci rimase per più di un anno, in diretta nazionale, dove, a sua insaputa, il pubblico da casa decideva prove da fargli affrontare per poter avere anche cibo e acqua. Nessuno lo odiava, nessuno era direttamente violento con lui ma tutti concorsero alla sua sofferenza.
Fu un precursore di quello che vediamo succedere oggi, è la banalità del male che usa il linguaggio del politicamente corretto, che si nasconde dietro uno schermo e si avvale di tutti quei meccanismi come la dispersione di responsabilità e la schermatura da monitor. Eichmann eseguiva solo gli ordini, noi siamo solo fruitori di contenuti. Nessuno si sente responsabile, tutti siamo colpevoli.
L’Onorata Società nasce nel 1997 a Ragusa. La band nasce da un progetto HIP HOP, a cui hanno preso parte parolieri e musicisti accomunati dalla stessa passione : la musica come veicolo di concetti e messaggi mai banali, accompagnati da ritmi e note. Nel corso degli anni, fisiologicamente il gruppo ha cambiato e modificato i propri attori ed attualmente è composto dal nucleo storico e cioè i parolieri Paolo Cultrera e Giuseppe Giummarra, ed i musicisti Massimo Occhipinti (basso), Vincenzo Rotilio (tastiere) e Ciccio Spataro (batteria), a cui si sono aggiunti Enrico Boncoraglio (chitarra), Peter Zarby (tastiere e computer) e Sharon Muscolino (voce).
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