“L’Albero delle Idee” al reparto di Oncologia Medica dell’ospedale ‘Maria Paternò Arezzo’


Anche l’ospedale “Maria Paternò Arezzo” di Ragusa Ibla, da oggi, ha il suo ‘Albero delle Idee’. L’iniziativa promossa da Acto, l’Alleanza contro il tumore ovarico, è approdata al reparto di Oncologia Medica del nosocomio ibleo, dove questa mattina, è stata presentata dalla dottoressa Giuseppina Scandurra, direttore dell’U.O.C. Oncologia Medica dell’ospedale “Cannizzaro” di Catania. Ragusa rappresenta la dodicesima e ultima tappa in Sicilia: “Questo è un albero propositivo – ha esordito la dottoressa Scandurra – dove medici, pazienti e familiari possono dare il proprio contributo d’idee, attaccando una foglia, per migliorare i servizi offerti dalla nostra sanità”. Sulle foglie già presenti è disponibile un codice QR che rimanda alle testimonianze video raccolte nel corso della campagna.


Acto Sicilia nasce nel 2021 per sensibilizzare e informare i cittadini sul tumore ovarico, una patologia rara che, nell’Isola, colpisce 500 donne l’anno e i cui sintomi sono spesso misconosciuti: “Per questo – spiega la Scandurra – nel 90% dei casi viene diagnosticato in una fase già avanzata della malattia. Non esiste uno screening particolare. Le uniche forme di prevenzione sono le visite ginecologiche o le ecografie transvaginali. Il nostro obiettivo, attraverso le campagne di comunicazione, è educare la popolazione e la classe medica per poter individuare precocemente questo tipo di patologia”.


Alla disposizione dell’albero di cartone, hanno partecipato, fra gli altri, il direttore dell’U.O.C. Oncologia Medica dell’ospedale “Paternò Arezzo”, Stefano Cordio, il direttore del reparto di Ginecologia dell’ospedale “Giovanni Paolo II”, Giuseppe Scibilia, e il direttore medico degli Ospedali di Ragusa, Giuseppe Cappello: “Una comunicazione efficace, già sotto il profilo organizzativo, contribuisce a risolvere il 50 per cento dei problemi – sottolinea Cappello –. Momenti come quello di oggi sono utili a coltivare un rapporto sempre più forte di fiducia e vicinanza tra medico e paziente, oltre a far segnare dei passi avanti nella lotta alla malattia”.

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