La Regione mette all’asta la “Lanterna-semaforo” di Costa di Carro a Scicli. 1500 euro la base d’asta

Tra Sampieri e Donnalucata, in contrada Costa di Carro, c’è un immobile che ricade nel demanio della Regione Sicilia, una lanterna faro, completamente dismessa ma praticamente a ridosso del mare in un suggestivo contesto fatto da  lunga e frastagliata scogliera sovrastata da una folta macchia Mediterranea. Agavi, fichi d’india, capperi, canneti e palme nane determinano un paesaggio selvaggio attraversato da una strada sterrata che separa la costa da qualche casa e dalla strada.

Adesso la Regione lo offre in concessione con altri 18 lotti in tutta l’Isola per un canone a base d’asta di 1.481 euro all’anno, ma a condizione che il privato che lo ottiene investa per recuperare lo stabile: parte così il primo piano di affidamento degli immobili “che versano in condizioni statiche precarie”, come li definisce lo stesso bando firmato all’inizio di gennaio dal dirigente generale del dipartimento Ambiente Giuseppe Battaglia, un pacchetto di edifici che la Regione offre per un periodo che va da 6 a 50 anni.

L’elenco contiene 19 voci. Oltre a questo edificio, l’unico in provincia di Ragusa,  c’è un edificio  a Sferracavallo ci sono l’immobile “ex Brucato” dell’Addaura, un ristorante-bar ad Agrigento, l’edificio “ex Macaluso” a Ribera, due lotti dei bagni pubblici di Fiumefreddo, altrettante strutture che ospitavano l’ex agenzia delle Dogane a Riposto, due ruderi a Mascali, un’ex stazione di servizio ad Acireale, il pontile Sbarcatoio a Gela, il porto rifugio nella stessa città,  un’ex caserma della finanza ad Avola, un edificio a Punta Sottile, a Favignana, un ex ristorante a Castellammare del golfo e un’ex casa agricola a Torretta Granitola. Il vero gioiellino, però, è il castello di Falconara a Butera: per oltre 5mila metri quadrati fra spazi interni ed esterni si parte da una base d’asta di 16mila euro all’anno, meno di 1.500 euro al mese.

In cambio, però, i privati dovranno spendere per rimettere in sesto gli immobili. Il bando lega la durata della concessione proprio all’investimento: si va da una spesa di 60mila euro per sei anni a poco meno di 8,8 milioni per una concessione che dura mezzo secolo. Durante il quale i privati possono svolgere attività di vario genere: si va dai ristoranti agli stabilimenti balneari, dal commercio all’artigianato, dal noleggio di barche alla promozione turistica. Per far ritornare nel circuito virtuoso dell’economia immobili semi-abbandonati. A costo di investire un po’. Con soldi che al momento la Regione non ha.

Fonte Repubblica Palermo

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