“LA MATEMATICA SENTIMENTALE” AL TEATRO GARIBALDI DI MODICA


La matematica e la vita: il percorso travagliato della crescita, la fatica delle scelte, la bellezza dei sogni. Tutto questo c’è dentro lo spettacolo “La matematica sentimentale” in programma per martedì 22 marzo 2011 nel cartellone della sezione “Ri.creazione” della Stagione 10/11 della Fondazione Teatro Garibaldi di Modica. Lo spettacolo andrà in scena alle ore 10 per gli studenti delle scuole della città e alle ore 21 dello stesso giorno per il pubblico. Alle ore 19 la Fondazione ha programmato una conversazione sullo spettacolo dal titolo “Il linguaggio dei numeri e il linguaggio della vita” a cui prenderanno parte l’autore e interprete del testo Pierpaolo Palladino, il prof. Francesco Schembari, già docente e dirigente scolastico ragusano e il Direttore artistico Andrea Tidona.

La matematica sentimentale” è la storia di un ragazzo, Lorenzo, di poco più di vent’anni, che si ritrova iscritto ad ingegneria perché figlio di ingegneri. Ma la matematica gli sembra un mondo astratto e gli esami di Analisi 1 e Analisi 2 una raffica di numeri e formule fredde come l’Alaska. Non sa cosa vorrebbe fare da grande, di certo non l’ingegnere mentre fugge dall’amore di Valentina, la sua fidanzata per inseguire Nora, una cantante innamorata di sé stessa e della sua voce. Tra timori, fughe e passioni, Lorenzo incontra il professor Primo che lo instrada quasi per incanto alle sfide della matematica teorica che diventa arte agli occhi del ragazzo, gioia intuitiva e solitaria.

Ora i numeri hanno un senso e il loro linguaggio parla di un mondo tanto astratto quanto passionale, come la vita stessa che diventa sentimento, misterioso e necessario, spesso insondabile, come l’amore. L’idea di spettacolo al quale si lega “La matematica sentimentale” nasce dall’intento di portare avanti il discorso di Palladino sul racconto teatrale, affidando all’interpretazione di un solo attore tutti i ruoli di volta in volta evocati in scena in un serrato alternarsi del piano narrativo rivolto al pubblico, a quello dialogico dei personaggi tra loro in un primo studio, per sperimentare il testo direttamente con il pubblico.

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