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La cultura appiccicata sotto la poltrona: al “Garibaldi” di Modica qualcuno scambia le poltrone per un vecchio banco di scuola
10 Gen 2026 18:08
Il Teatro Garibaldi di Modica, fresco di restauro, non ha fatto in tempo a godersi il profumo del velluto rosso appena rinato che già qualcuno ha pensato bene di lasciargli un “souvenir”. Una gomma da masticare, accuratamente spiattellata sotto una poltrona, è stata rinvenuta dagli addetti alle pulizie dopo l’ultimo spettacolo andato in scena.
Un piccolo gesto, si dirà. Minuscolo. Ma anche tremendamente simbolico. Perché mentre sul palco si recita, si canta, si fa cultura, in platea qualcuno mastica, si annoia forse, e alla fine decide che il teatro – tempio dell’arte – può tranquillamente trasformarsi in una maxi pattumiera silenziosa.
La gomma non è passata inosservata. Non poteva. Come ogni atto di inciviltà che si rispetti, si è fatta notare più di un applauso fuori tempo. Un ricordino appiccicoso lasciato da chi ha assistito allo spettacolo e l’episodio non è passato sotto silenzio, tanto che la Fondazione che gestisce il teatro ha deciso di ringraziare pubblicamente i responsabili con un post dal titolo eloquente: “Un grazie agli incivili”. Un grazie ironico, amarissimo, che suona come uno schiaffo gentile ma fermo a chi continua a confondere i luoghi della cultura con un qualunque spazio dove tutto è permesso e nulla è dovuto.
Nel post si legge che questo “non è un bello spettacolo” e, soprattutto, non è quello che la collettività vorrebbe vedere rappresentato nel proprio teatro. Perché il Garibaldi è di tutti. Eppure qualcuno, tra un applauso e l’altro, ha pensato bene di lasciare gomme appiccicate sotto i sedili, insieme a lattine, bottigliette, cartacce e resti di cibo sparsi a terra. Il tutto su arredi nuovi di zecca: poltrone, tendaggi e parquet appena rinnovati.
Il Teatro Garibaldi resiste, pulito e dignitoso, anche a questo. Ma resta l’amaro in bocca – non da masticare – per una città che chiede bellezza, investe in cultura e poi deve fare i conti con chi confonde una poltrona di velluto con il fondo di un banco di scuola.
Sipario. E, possibilmente, cestino.

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