Innovazioni in Sanità Digitale: l’ASP di Ragusa premiata all’ambasciata belga di Roma per il progetto sulle C.O.T. (Centrali Operative Territoriali)


Nell’ambito dell’iniziativa ‘Innovazioni in Sanità Digitale’, nata dalla collaborazione tra Agenas e SICS (editore di Quotidiano Sanità e Popular Science), che premia le Aziende che si sono distinte per iniziative innovative e digitali di assistenza territoriale e accesso alle cure, anche l’ASP di Ragusa è stata insignita di un prestigioso riconoscimento. Tra i sei progetti di Digital Health meritevoli di menzione c’è quello denominato “La strategia di Connected Care dell’ASP di Ragusa e le Centrali Operative Territoriali (COT) strumento di realizzazione del modello di organizzazione dell’assistenza sanitaria previsto dal DM 77”.


Il premio si inseriva nell’evento bilaterale Belgio-Italia “BioTech Bridge. Tracing new routes for human health”, che si è svolto all’ambasciata belga di Roma il 22 e 23 novembre, avente ad oggetto i modelli di sviluppo delle biotecnologie di entrambi i Paesi e le opportunità di cooperazione. Padrone di casa è stato Pierre-Emmanuel De Baew, ambasciatore del Belgio in Italia, mentre sul palco si sono alternati rappresentanti istituzionali e del biotech più avanzato dei due Paesi. In rappresentanza dell’ASP iblea erano presenti il dott. Raffaele Elia, Direttore Sanitario e Program Sponsor del programma “Connected Care”; il dott. Riccardo Giammanco, Direttore della U.O.C. Programmazione e Controllo di Gestione e responsabile del Program Management Office (PMO); e il dott. Francesco Nicotra, Dirigente Amministrativo della U.O.S. Pianificazione e Program manager delle Centrali Operative Territoriali (COT).


“Ancora una volta – spiega il Direttore Elia – la nostra ASP si conferma antesignana rispetto al tema dell’innovazione tecnologica, cui sono state destinate, non casualmente, le principali linee di finanziamento del PNRR. Il progetto ‘Connected Care’, che abbiamo sperimentato da prima della pandemia, fa perno sui vari canali della Telemedicina e sulla C.O.T., le Centrali Operative Territoriali sorte presso l’ex Ospedale Civile di Ragusa, ma ciascuna al servizio dei rispettivi distretti di Ragusa, Modica e Vittoria. Esse, in ottemperanza al decreto ministeriale n.77 del 2022, sono gestite da infermieri e personale di supporto, sette giorni su sette, e svolgono una funzione di coordinamento della presa in carico della persona, garantendo il raccordo tra servizi e professionisti coinvolti nei diversi setting assistenziali: dalle attività ospedaliere a quelle territoriali. Il modello Ragusa prevede, inoltre, la figura di un coordinatore clinico. L’obiettivo è assicurare al paziente continuità, accessibilità e integrazione dell’assistenza sanitaria e sociosanitaria”.


“Dall’ultimo trimestre del 2019 – spiega il dott. Giammanco – l’ASP di Ragusa ha voluto porre in essere un modello assistenziale fondato sulla stratificazione del bisogno di salute e sull’appropriatezza dei setting assistenziali. Un modello che, nel solco della transizione digitale, fosse disegnato attorno alla figura del cittadino, centro nevralgico della rete di offerta dei servizi sociosanitari. Condizione necessaria, ancorché non sufficiente, per il successo delle progettualità sviluppate dall’ASP è stata la scelta di percorrere, nonostante la pandemia, la strada già intrapresa della trasformazione digitale dell’organizzazione, con un approccio sistemico e strutturato, laddove nulla è lasciato al caso o all’improvvisazione. A distanza di quasi tre anni dall’avvio di quella trasformazione, si è ormai certi che un modello di cambiamento organizzativo di successo deve adottare strumenti per agevolare il rinnovamento culturale e strategico nel governo dell’Azienda e deve essere orientato alla realizzazione del processo di affidabilità delle cure”.
“Per tale motivo – aggiunge il dott. Nicotra – è divenuto improcrastinabile innescare un ripensamento metodologico nella progettazione dell’offerta sanitaria attraverso la leva del digitale. L’ASP di Ragusa, infatti, ha proposto un modello di gestione che, partendo dalla imprescindibile relazione tra il bisogno di salute e le reti ospedale-territorio-enti locali per il suo soddisfacimento, utilizzi il percorso di innovazione dei processi e degli strumenti quale elemento catalizzatore”. “Questo traguardo è un premio al lavoro di squadra – conclude Elia -. Per questo mi va di ringraziare anche il direttore dell’U.O.C. Servizio Informatico aziendale e della Transizione digitale, dott. Massimo Iacono e il direttore dell’U.O.C. Servizio tecnico, dott. Pasquale Amendolagine”.


Nel corso del bilaterale Belgio-Italia si è parlato inoltre del progetto “Bioneers”, una serie di iniziative tese a favorire lo sviluppo di una cultura della cooperazione sui temi della salute, della cura e del benessere delle persone. A riconoscimento dell’eccellenza italiana nella ricerca scientifica, la giuria del progetto ha assegnato tre menzioni d’onore: a Maria Rescigno, professore ordinario di Patologia generale e pro rettore vicario con delega alla ricerca all’Humanitas University; a Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità e Direttore del Dipartimento di Oncoematologia e Terapia cellulare e genica dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma; e a Giuseppe Ippolito, Direttore generale della ricerca e dell’innovazione in sanità del Ministero della Salute.

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