INAUGURATO IL C.O.C.A. DI MODICA - Ragusa Oggi

INAUGURATO IL C.O.C.A. DI MODICA


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INAUGURATO IL C.O.C.A. DI MODICA
Cultura
24 aprile 2011 8:37

Non è stata semplicemente un’inaugurazione, ma un evento che la Città di Modica potrà ricordare con orgoglio per il livello della riflessione culturale condivisa. L’apertura del C.o.C.A. (Center of Contemporary Arts) ha portato e vuole portare ancora una dimensione culturale europea in quest’angolo di Sicilia. “Perché –come spiega l’ideatore del progetto, il curatore Francesco Lucifora- noi siamo siciliani e abbiamo scelto di lavorare nella nostra Sicilia, ma non pensando d’essere in Sicilia, bensì sapendo di essere semplicemente dove siamo: nel mondo”. L’avvio di una biblioteca/archivio dedicata all’arte contemporanea, luogo di aggregazione delle persone e delle idee, a disposizione di studenti, docenti, intellettuali, appassionati, curiosi, non può che elevare il livello culturale del territorio non solo cittadino, non solo provinciale, ma almeno regionale. Dice tutto la presenza di Arturo Schwarz, storico e critico dell’arte di fama internazionale, che non solo ha accettato di raggiungere Modica per tagliare il nastro del C.o.C.A., ma ha già promesso che donerà al C.o.C.A. una parte importante della propria immensa collezione di volumi sull’arte contemporanea (ne conta oltre 40 mila).

Schwarz ha regalato a Modica l’occasione di riflettere, avviando su questo un’elaborazione culturale collettiva, su “Il valore dell’arte, della cultura e della poesia nella vita reale”: è stato questo il titolo della “lezione” che ha tenuto nel pomeriggio di ieri al Palazzo della Cultura, ottenendo il risultato sorprendente e straordinario di riempire la sala conferenze di un pubblico composto per la stragrande maggioranza da giovani.

“Se l’arte (attraverso l’opera) e la cultura (attraverso il libro) sono il lievito di tutte le rivoluzioni, culturali e non – ha spiegato Schwarz, in riferimento al CoCA- il ruolo primario della Biblioteca pubblica non è da sottovalutare: il suo ruolo resta fondamentale nonostante sia oggi possibile accedere individualmente da casa o dal luogo di lavoro ad una massa sempre più grande di fonti digitali: la biblioteca è un luogo di socializzazione di esperienze conoscitive che integrano fonti diverse. Io ritengo che quanto denota la cultura e la civiltà di una Città è il posto che dà alla biblioteca pubblica, che è anche un posto di socializzazione e ritrovo di intellettuali. Sono molto felice che a Modica ci sia il CoCA, che vuol dare largo spazio alla diffusione della cultura, del libro e della conoscenza. Quando sento la parola Cultura metto mano alla pistola, affermava Goebbels, e aveva ben ragione di tanto temere non solo la cultura ma anche l’arte –ha detto ancora Schwarz- e non credo sia necessario ricordare la lezione di Elio Vittorini, non certo isolata sul ruolo liberatore e libertario della cultura. È anche superfluo citare i termini usati dallo stesso per condannare sia coloro che si mettono al servizio di una causa, “i “pifferai della rivoluzione”, sia i servi del potere che s’inginocchiano davanti al Pinochet o al Berlusconi  di turno”. Una “lezione” carica di valori culturali e politici, dunque, con particolare riferimento non solo alla “vita reale” ma alla società attuale: “Mi auguro –ha concluso Schwarz, rispondendo all’ultima delle molte domande che gli sono state rivolte dalla platea- che ci sia un risveglio che faccia uscire il nostro Paese dal letame culturale in cui è precipitato negli ultimi 15 anni. Ed è in questo modo, con gli strumenti della cultura e del pensiero libero, che la nostra Città cerca di uscirne, che la nostra Città resiste”, ha commentato alla fine il Sindaco Antonello Buscema.

Peraltro con Modica Schwarz, pur non essendoci mai stato prima di ieri, aveva avuto un rapporto indiretto attraverso Salvatore Quasimodo: Schwarz è stato infatti l’editore de Il falso e vero verde, che valse a Quasimodo il Premio Nobel. Schwarz ha tagliato il nastro del C.o.C.A. insieme a Filippo Leonardi, che ha realizzato per il giardino del Center l’installazione La scultura è l’opposto della cultura, che qui resterà anche nei prossimi mesi.

 


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