Il festival di danza “Città di Ragusa” si farà.. a Modica. E non è un pesce d’aprile.


Il festival internazionale di danza “Città di Ragusa” si svolgerà…. a Modica. Si, a Modica. Non è un pesce d’aprile, vista la giornata, ma è la comunicazione ufficiale che arriva direttamente dal festival attraverso un post social, adesso anche sponsorizzato. Questo il testo: “Il Teatro Garibaldi di Modica ospiterà l’edizione 2022 del Festival della danza “Città di Ragusa”. In giuria: Giovanni Rosaci, Andrè De La Roche, Francesco Asselta”. 

Dunque nomi importanti che catalizzeranno l’attenzione di ballerini e danzatori che potranno finalmente tornare a partecipare al festival dopo ben due anni di pausa a causa della pandemia. Ma la sorpresa è appunto la location. Il festival che porta nel suo nome quello di Ragusa, si farà invece a Modica. Alla faccia anche delle antiche rivalità tra le due città. E se inizialmente avevamo pensato che la locandina con la scritta “Città di Ragusa” e poco sotto il logo del Comune di Modica, vista la giornata del primo di aprile, fosse uscita fuori dalla genialità di qualche creativo, abbiamo voluto verificare e chiesto agli organizzatori di saperne di più. Ebbene, è tutto vero. Hanno deciso di spostare il festival da Ragusa a Modica. Perchè? Ci hanno detto che si sono stancati di aspettare una qualche risposta dal Comune di Ragusa e siccome la macchina organizzativa, decisamente complessa per una manifestazione dal sapore nazionale-internazionale, deve andare avanti, hanno deciso di rivolgersi a Modica dove invece le risposte sono arrivate ben presto.

Ci spiega la vicenda, che appunto, non è un pesce d’aprile, la direttrice artistica Saveria Tumino: “A Ragusa purtroppo non abbiamo avuto vita facile. Abbiamo atteso invano segnali dal Comune di Ragusa. E vuoi perchè non c’è un teatro degno di tale nome, vuoi perché il teatro tenda è in ristrutturazione, alla fine non c’era un posto per ospitare la nostra manifestazione. Avevamo proposto a quel punto un palazzetto ma ce lo hanno negato perchè doveva aver precedenza un allenamento, nemmeno una partita, un semplice allenamento.

Dopo i numerosi incontri e le numerose telefonate abbiamo continuato l’interlocuzione con il Comune di Ragusa ma nulla. Nessuna chiamata, nessun messaggio mentre giustamente la giuria aveva bisogno di avere conferme così come tutti coloro che volevano partecipare anche acquistare voli, trasferimenti, bloccare hotel, bed and breakfast.

Dunque nella totale disperazione sono andata a Modica. E improvvisamente mi sono trovata in un altro mondo. Ho avuto modo di conoscere l’assessore Maria Monisteri. E’ stata una persona incredibile. Si è subito messa a disposizione, mi ha perfino accompagnata a piedi nei luoghi piu’ utili per ospitare il festival. Alla fine si è deciso per il Teatro Garibaldi di Modica. L’assessore Monisteri ama l’arte in tutte le sue forme, e grazie al suo aiuto siamo riusciti a salvare il festival. E adesso, nonostante sui social ci sia la pubblicità sul nostro evento non più a Ragusa ma a Modica, da parte dell’Amministrazione comunale di Ragusa non abbiamo ricevuto alcuna chiamata. E questo è veramente, veramente triste. 

Invece a Modica mi sono sentita a casa, mi sono trovata a dialogare con un’Amministrazione attenta, che parla la tua stessa lingua e sicuramente faro’ a Modica anche il saggio di danza della mia scuola perchè quando senti tale vicinanza, allora sei pronta a dare di più. A Ragusa, la mia città, mi sono sentita umiliata, scartata. A Modica sono stata riconosciuta da lavoratrice del mondo dello spettacolo, come dovrebbe essere sempre. E dunque con immenso, immenso piacere trasferisco il festival internazionale di danza “Città di Ragusa” a Modica. E penso che lo lascerò li anche in futuro”.

Ma ci saranno spazi per un ritorno del festival della danza a Ragusa ? “Se l’Amministrazione comunale di Ragusa pensa che ci possano essere i margini in futuro, allora certamente saremo pronti a tornare in città. Ma io davvero non capisco il ragionamento che c’è dietro, perché tutti coloro che partecipano al nostro festival, che arrivano dal resto della Sicilia e dell’Italia, poi sono persone che alloggiano nelle strutture turistiche locali, mangiano nei ristoranti, fanno shopping nei nostri negozi. La cultura, come tutti sanno, genera indotto. E dopo due anni di chiusura forzata, c’è già tanta voglia di esserci e di partecipare. Se di queste presente potevano beneficiarne gli operatori di Ragusa, quest’anno ne beneficeranno, con piacere, quelli di Modica.

Noi non abbiamo avuto altra scelta da fare. Del resto se una cosa non la vuoi, se devi dire no, dilla tranquillamente, senza girarci attorno, perché persone come noi che facciamo arte lo facciamo per lavoro, non per hobby, come forse qualcuno crede quando ci chiama per riempiere i vuoti di qualche sagra e ci dice che non ci paga perché esibendoci abbiamo visibilità”. 

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