I VECCHI E I GIOVANI

 

Ci si chiede se il vecchio sia da rottamare o il nuovo si debba rigenerare . Quesito centrale nella tendenza a non considerare valido il Progetto di restauro e rifacimento del Teatro della Concordia, o almeno in discussione. Niente polemiche,non sono nel nostro DNA,intendiamo noi di Rigenerare la Democrazia, ma nei contenuti,nella politica di contenuti noi, come tanti altri, crediamo. Il discorso che si lega anche alla tendenza di relegare il vecchio ad uno stato comatoso , ci sembra inculturale e incivile.

Un restauro, una riattivazione implicano un rispetto di ciò che una città è stata, di ciò che un Teatro,ad esempio, abbia significato per i nostri bisnonni e nonni. Il discorso è lungo ma veritiero.

Siamo quello che siamo stati. La qualità della vita ci sembra prioritaria rispetto alla quantità. Così, se i posti per gli spettatori sono circa 400, questo non significa niente, se in alternativa ci si pone il problema di rendere tutto più funzionale ,magari in un centro polivalente, come viene proposto.
Ogni luogo ha una sua funzionalità,una sua esistenza, ma eliminare il vecchio significa considerare la storia un optional, e non esiste uomo senza storia.

Se questo è condivisibile, non si può certamente nascondere dietro il problema economico. E’ vero le economie determinano le scelte,a volte, ma le economie si attivano attraverso diverse vie, dalle statali alle europee. Europa creativa, programma europeo 2014 /2020, ci viene incontro .

Dalle città si deve procedere verso l’Europa e non viceversa. Così, viste le economie stanziate finora,, cerchiamo di trovare le vie ,anche europee,per affrontare il restauro di quella memoria,che ci darà ricadute in turismo culturale, in crescita collettiva.

Questo è il significato del recupero di un Bene Culturale, non è spreco. Altrove sono gli sprechi!!1

Vi aspettiamo giorno 5 dicembre  2013 al  Caffè Letterario “Le fate”, a Ragusa , ore 17,30.

 

© Riproduzione riservata

Invia le tue segnalazioni a info@ragusaoggi.it