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Giustizia: due visioni a confronto a Ragusa per il dibattito sul referendum
12 Mar 2026 23:57
Separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, terzietà del giudice, rischio di pressioni politiche sulla magistratura. Sono stati questi alcuni dei temi più discussi nel confronto recente promosso da Ragusa Terramadre Giovani, sul referendum sulla giustizia che vedrà gli elettori chiamati alle urne il 22 e 23 marzo.
Da una parte le ragioni del Sì, illustrate dal senatore Salvo Sallemi, secondo cui la riforma punta a rendere il processo più equo attraverso una netta separazione delle carriere tra magistratura giudicante e requirente. «Il cuore della riforma è la terzietà», ha sottolineato Sallemi, evidenziando come la distinzione tra giudici e pubblici ministeri serva a garantire che il cittadino si trovi davanti a un giudice realmente indipendente.
Di diverso avviso le ragioni del No, presentate dal magistrato Alessio Cappello, che ha messo in guardia da possibili effetti negativi della riforma. Secondo Cappello, il sistema disciplinare attuale della magistratura è già efficace e «chi sbaglia paga». L’istituzione di un’Alta Corte esterna per la disciplina dei magistrati, ha spiegato, potrebbe piuttosto esporre la magistratura a pressioni politiche.
Nonostante le divergenze, entrambi i relatori hanno riconosciuto un punto comune: la riforma non inciderebbe sulla durata dei processi. Sia Sallemi che Cappello hanno infatti sottolineato che la separazione delle carriere e la nuova Corte disciplinare non sono strumenti pensati per risolvere il problema della lentezza della giustizia italiana.
Questi temi sono stati al centro dell’incontro-dibattito che si è svolto lo scorso 6 marzo al Teatro Donnafugata, nel cuore di Ragusa, promosso da Ragusa Terra Madre Giovani.
«L’obiettivo dell’evento – ha spiegato il referente del gruppo giovanile Andrea Licitra – è stato quello di cercare di coinvolgere i giovani affinché possano arrivare al voto referendario con maggiore consapevolezza».
La serata è stata moderata da Rebecca Arena, studentessa del Liceo Linguistico G.B. Vico, mentre ad aprire i lavori è stato il professor Antonio Barone, docente ordinario di Diritto amministrativo e pubblico presso l’Università degli Studi di Catania, che ha introdotto il quadro giuridico e istituzionale della riforma.
Nel corso della serata, Licitra ha inoltre rivolto un ringraziamento all’assessore Giovanni Gurrieri, al consigliere comunale Marco Galifi e a tutto il gruppo di Ragusa Terra Madre per il supporto e la collaborazione che hanno contribuito alla riuscita dell’iniziativa.

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