FESTA DI SAN CORRADO A NOTO


Presso la Cattedrale di Noto, in occasione della festa di S. Corrado si è potuto ascoltare l’omelia del S.E.R. Card. Paolo Romeo, invitato dal Vescovo Mons. Antonio Staglianò, nella ricorrenza della solennità di San Corrado Confalonieri compatrono della Diocesi di Noto e patrono della città. L’omelia è iniziata ricordando il motivo che li ha spinti tutti i presenti ad essere accorsi numerosi in questo giorno, ricordare la consueta celebrazione in onore del beato eremita Corrado. Ricordiamo che San Corrado è stato un esempio di vita generosa e santa. Dopo le sue vicissitudini nasce un uomo nuovo, il nuovo Corrado, più nobile nell’animo, dopo una dolorosa vicenda di peccato e di falsità, si svelò gradualmente il disegno di Dio.

Corrado rinuncia a tutto per seguire Cristo che lo ha riconquistato, nella vita penitenziale, come eremita, prima itinerante per l’Italia, poi stanziale a Noto, nella Grotta dei Pizzoni. Corrado diventa discepolo nel secolo XIV, compì numerosi miracoli e quando morì, il 19 febbraio del 1351, si tramanda che le campane della città si misero a suonare da sole.

Nei pressi della grotta venne poi eretto il santuario detto di San Corrado “di fuora”. E qui, dal 1851, viene tenuta nel corso dell’anno l’urna d’argento contenente la cassa di legno con le reliquie del Santo. “Spronati dalla sua testimonianza noi siamo chiamati ad esserlo oggi, scoprendo ogni giorno i tratti del nostro discepolato, confrontandoci con le vicende della vita, con la storia fatta anche di limiti e contrarietà.- così continua il Card. Paolo Romeo-  Ciascuno di noi è chiamato a fare un percorso iniziato dal fonte battesimale che ci ha fatto nascere nella grazia.” Durante l’omelia sono state  salutate le autorità ecclesiastiche e istituzionali sottolineando come pur agendo in ambiti diversi, la Chiesa e le Istituzioni devono saper intrattenere per promuovere il bene comune cioè il bene di tutti.

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