Due auto distrutte dalle fiamme dopo la brutale aggressione a Rosolini: si tratta di giustizia fai-da-te?

Rosolini si è svegliata con un nuovo episodio inquietante, a poche ore dalla tragedia che tiene con il fiato sospeso l’intera comunità. Nella notte, un incendio ha completamente distrutto due auto parcheggiate all’interno dell’area Pip lungo la Rosolini–Pachino. Le vetture sarebbero riconducibili al 31enne attualmente agli arresti con l’accusa di tentato omicidio per la violenta aggressione ai danni di un meccanico rosolinese.

Un rogo che apre interrogativi pesanti: ritorsione? Un gesto di vendetta per quanto accaduto? O qualcuno che ha deciso di “farsi giustizia da solo”? Al momento sono solo ipotesi. Le indagini sono in corso per accertare la natura dell’incendio e verificare eventuali collegamenti con la brutale aggressione avvenuta due giorni fa.

Il 31enne, già noto per precedenti episodi di violenza, è accusato di aver aggredito il meccanico 57enne all’interno della sua officina a Rosolini. Secondo le prime ricostruzioni, avrebbe colpito la vittima con una spranga di ferro, lasciandola a terra priva di sensi e danneggiando anche diverse auto presenti nel garage.

La gravità delle ferite ha richiesto l’immediato intervento del 118. L’uomo è stato trasportato d’urgenza all’ospedale Ospedale Maggiore – Nino Baglieri di Modica, dove i medici hanno riscontrato una vasta emorragia cerebrale e un grave trauma al massiccio facciale. Considerato il quadro clinico critico, è stato disposto il trasferimento in elisoccorso all’Ospedale San Marco di Catania.

Le sue condizioni restano gravissime. È ricoverato in terapia intensiva con prognosi riservata. L’intera città continua a seguire con apprensione gli aggiornamenti clinici, sperando in un miglioramento che, al momento, non arriva.

L’arresto del presunto aggressore è scattato al termine di una serrata attività investigativa. L’uomo è accusato di tentato omicidio, contestazione che riflette la ferocia dell’azione e la gravità delle condizioni della vittima. Negli ultimi anni, il 31enne sarebbe stato coinvolto in altri episodi violenti, tra cui una lite degenerata in un’aggressione con una motosega e il danneggiamento dei macchinari di una sala scommesse.

Ora, l’incendio delle due auto aggiunge un ulteriore tassello a una vicenda già drammatica. Le fiamme hanno distrutto completamente i mezzi. Gli investigatori stanno lavorando per chiarire se si tratti di un atto doloso e, in tal caso, quale possa essere il movente.

La pista della ritorsione non è esclusa. In una comunità profondamente colpita dalla violenza subita da un lavoratore stimato, la tensione è palpabile. Ma al momento non esistono conferme ufficiali su eventuali collegamenti diretti tra il rogo e l’aggressione.

Foto: La Sicilia

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