DI CHE CAVOLO SI STA PARLANDO?

Ho fatto la scoperta del cavolo! Sì, conoscevo  parecchie cose sulle brassiche, ma non le avevo sperimentate di persona.

Erano mesi che un ginocchio mi doleva molto, fino a non riuscire quasi a camminare.

All’ospedale mi hanno diagnosticato una bella artrosi.

Quindi: antinfiammatori, unguenti, stampelle! Insomma, della serie, darsi una calmata. Fin qui d’accordo, se fosse giovato, invece nulla. Mi fu consigliato di provare qualcosa di alternativo. Perché no, mi sono detta, tanto peggio di così…

Prima  foglie di bardana e,  miracolo, per un paio di giorni ho migliorato decisamente. Poi come prima. Allora olio di cocco con essenza di cannella. Identico risultato. Prima abbastanza bene e poi, tornare daccapo. Infine mi fu suggerito di provare con le verze! E finalmente la soluzione. Adesso sto bene e cammino senza difficoltà e soprattutto senza soffrire.

Mi è parso una buona cosa rendere partecipi i lettori.

Il dottor Jean Velnet (1920-1995)  è considerato il padre della fitoaromaterapia moderna. Medico e chirurgo militare, nel 1948 ha ridefinito in modo più specifico e scientifico  i trattamenti naturali, determinando anche i poteri curativi degli olii essenziali.

Questo medico elenca dodici stati morbosi  dove il cavolo (o la verza) si è dimostrato efficace fino alla guarigione, o almeno, ha contribuito  abbondantemente a riacquistare la salute, o, nel peggiore dei casi, ha solo procurato sollievo eliminando il dolore. A questa crucifera (brassica oleracea) vengono riconosciute le proprietà di tonico generale, antianemico, antiartritico, pettorale, cicatrizzante, epatoprotettore, antisettico delle vie urinarie, topico, rimineralizzante, antidiabetico, antidiarroico e antidissenterico, calmante dei dolori artritici,  reumatici e muscolari, antiemorroidario, antivaricoso e antiulceroso.

Interessante anche l’applicazione che la cura di succo di cavolo procura a chi  ha ulcerazioni gastriche, duodenali e coliti ulcerose. A questo scopo si usa il succo della pianta fresca. Si può trovare  già pronto  nelle erboristerie o nelle farmacie oppure  estrarlo anche da sé  con una semplice centrifuga.

Per uso esterno  l’applicazione delle foglie di cavolo o verza fresche guariscono le ulcere e le ferite, le foruncolosi, lenisce come dicevo i dolori  reumatici o da artrosi, ma anche quelli provocati da coliche renali, epatiche, nevralgici o da gotta.

Per le applicazioni su un ginocchio, per esempio, si prendono le foglie fresche del cavolo o della verza, si toglie la nervatura  centrale si passa sopra  con una bottiglia o un mattarello fino a che  emette il suo liquido e poi si applica alla parte in due o tre strati. si fascia  per tenere aderenti le foglie e si tiene tutta la notte.

Ecco che cavolo ho scoperto personalmente.

 

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