Si è tenuta martedi pomeriggio a Cava D’ Ispica la presentazione dei dati della campagna di scavi archeologici per l’ anno 2013, sul sito preistorico di Calicantone e clima di grandi emozioni per i risultati con nuove eccezionali scoperte date alla luce con il lavoro metodico e davvero encomiabile sotto la guida del prof. Militello dell’Università di Catania e con la “regia” della direzione del Parco e della Sovraintendenza di Ragusa.
L’ora scelta per l’incontro, all’imbrunire di una giornata calda d’estate è stata quanto mai suggestiva per dare la possibilità di apprezzare al meglio i ritrovamenti, che giacciono all’ interno delle tombe, racchiuse in uno splendido tramonto incastonato nel meraviglioso scenario di cava.
Inaspettatamente, dopo una prima pulizia del sito, sotto un secondo strato di terra all’ interno delle tombe, sono stati rinvenuti corpi inumati e corredi.
Lo stupore è stato enorme dato che la necropoli era quasi tutta stata violata in passato. Le notizie nell’incontro con il Soprintendente Rosalba Panvini, il direttore del Parco Cava Ispica , Giorgio Battaglia, il professor Pietro Militello, docente dell’ Università di Catania, la dott.ssa Annamaria Sammito,archeologo del Parco e tutta l’equipe che ha operato nella necropoli. Presente anche , cosa che abbiamo apprezzato tantissimo, il presidente della Cna Massari a dimostrazione di come i vertici di attività produttive iblee, in questo caso le imprese artigiane, siano sensibilissimi alle attività culturali e di ricerca del nostro passato per guardare con maggiori cognizioni al futuro.
La campagna di scavo è stata eseguita in collaborazione con l’ università di Catania, che ha reso possibile indagare una delle facies più rilevante per Cava Ispica, quella castellucciana riferibile all’ età del Bronzo Medio.
Il professor Pietro Militello insieme alla dottor.ssa Annamaria Sammito, coodirettori di scavo, hanno diretto una squadra composta da studenti dell’ università, che hanno dato un grande contributo per operazioni pratiche di scavo della necropoli, dando alla luce ottimi risultati.
Era presente all ‘evento come abbiamo accennato, il presidente della Cna Massari, che ha ribadito la particolarità del sito, ma soprattutto l’ importanza di far ricerca perché favorisce cultura; una cultura su cui bisogna puntare perché possa accrescere il nostro turismo.
Queste ricerche e studi favoriranno la ricostruzione dell’ ambiente preistorico di Cava Ispica, apportando nuovi tasselli alla storia del territorio. su cui viene attestata una densa attività di frequentazione del sito già nell’ Antica Età del Bronzo, sito dove sta emergendo uno scenario nuovo con eccezionali dati che ne affermano ancora più la sua importanza.
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