Autostrada Rosolini-Modica, i sindacati annunciano: “Lavori di nuovo a rischio stop”

I lavori della costruenda autostrada Rosolini – Modica di nuovo a rischio stop. E’ questo l’allarme che arriva da Fillea Cgil Ragusa e Feneal Uil Ragusa, con i rispettivi segretari provinciali Franco Cascone e Carlo Spinello. E non sarebbe, purtroppo, il primo stop ad arrivare. I sindacati, a questo punto, hanno deciso di giocare d’anticipo, denunciato questa situazione, lanciando un grido d’allarme e cercando aiuto nelle istituzioni preposte, affinchè non si torni di nuovo ad una situazione di stasi.

 

“Un rischio concreto – dicono – dopo che Cosedil Spa che ha in appalto l’opera, ha manifestato le solite criticità alla prefettura che si protraggono da anni. E noi vogliamo porre la questione prima che i lavori si fermino di nuovo con tutto ciò che ne conseguirà. Ecco perché chiediamo subito un tavolo tecnico in prefettura con tutti i soggetti preposti, affinché si venga a capo della questione e non ci si fermi nuovamente”.

“Purtroppo – proseguono – la vera pandemia italiana è costituita dalla inettitudine della classe politica che siede nei posti di governo e nelle alte sfere della burocrazia. Siamo alle solite: la Rosolini-Modica a breve si fermerà di nuovo. Il cantiere dopo un anno di lavoro, costato enormi sacrifici, tornerà a fermarsi fra pochi giorni a causa delle cosiddette interferenze. E’ la triste ripetizione del dejà-vu che portò Condotte al concordato preventivo e al blocco dei lavori”.

 

“Garanzie non ce n’erano e non ce ne sono, né dal Governo regionale, né tantomeno dal CAS – dice Franco Cascone della Fillea Cgil di Ragusa -. Il Governo regionale e il Cas dimostrano ancora una volta incapacità e inaffidabilità – sostengono poi con veemenza i due sindacalisti -.

Ci siamo già rivolti alla Prefettura di Ragusa affinché attivi un tavolo con tutti soggetti interessati e si programmi, se necessario, un’apposita conferenza di servizi, per responsabilizzare i vari enti a fare la loro parte celermente per rimuovere le criticità. Se l’opera si dovesse fermare sarebbe la fine per decine di imprese fornitrici e subappaltatrici e la perdita del lavoro per oltre 300 persone che attualmente tra diretto e indotto lavorano in cantiere. Inoltre ciò significherebbe la perdita del finanziamento europeo di circa 70 milioni di euro; decretando così la definitiva impossibilità a concludere l’importante arteria”.

 

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