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Archeologia: studenti univeristari nello scavo archeologico di San Nicola Giglia, a Chiaramonte
10 Ago 2020 10:10
Si è conclusa sabato 8 agosto 2020, l’esperienza formativa presso l’area archeologica di San Nicola Giglia, a Chiaramonte Gulfi all’interno del fondo di proprietà della Cooperativa Nostra Signora Di Gulfi. Dal 13 luglio, otto giovani studenti universitari siciliani, provenienti da diversi atenei, sono stati impegnati in una serie di sopralluoghi conoscitivi e prove di scavo nell’area archeologica.
Il sito, datato tra il III e il IV sec. d.C., sta attirando l’interesse della comunità scientifica nazionale e delle università italiane che, a vario titolo, si stanno occupando di studiare i dati che giornalmente restituisce la necropoli, in virtù della convenzione stipulata nel 2018 tra la cooperativa, il comune di Chiaramonte Gulfi, la Sovrintendenza ai Beni Culturali ed Ambientali di Ragusa e l’Università di Bologna. Nel sito, già negli anni scorsi, erano state trovate più di 110 tombe, di cui alcune bisome (con sepolture doppie), alcuni sarcofagi litici e delle tombe terragne. A San Nicola Giglia era presente, con tutta probabilità, una comunità di ceto sociale elevato.
L’esperienza si è articolata in due momenti: tutte le mattine, dal lunedì al sabato, gli studenti sono stati coinvolti in attività di scavo stratigrafico, documentazione e rilievo archeologico direttamente sul campo, alla presenza dell’archeologo Francesco Cardinale.
Nei pomeriggi si è svolta la parte formativa con incontri/lezioni di approfondimento sui vari ambiti dell’archeologia tenuti da esperti, funzionari e docenti che a vario titolo sono protagonisti del progetto di scoperta e fruizione della Necropoli San Nicola-Giglia. Inoltre, gli studenti hanno fatto pratica di catalogazione e compilazione delle schede di scavo, schede ministeriali e tecniche di restauro di reperti seguiti da tutor esperti.
Ma lo scavo non si ferma: infatti a partire dal 24 agosto prenderà il via la missione di scavo che vedrà protagonisti l’Università di Bologna e gli studenti universitari provenienti da altre regioni d’Italia.
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