Aggredito il vignettista Emilio Tringali a Vittoria: “Il disagio dei giovani di periferia, dobbiamo aiutarli”

Storie di degrado urbano a Vittoria. Un uomo di 60 anni, Emilio Tringali, noto come vignettista, è stato aggredito lunedì sera da alcuni giovani nella zona del quartiere Forcone, nei pressi della scuola Portella della Ginestra.

Preoccupano le circostanze dell’aggressione: non un episodio mirato, quanto piuttosto la reazione estrema in una situazione di ordinaria follia. Il quartiere è spesso preda di gruppi di giovani che, nelle ore notturne, scorrazzano nella zona, mettendo a repentaglio la sicurezza degli abitanti, con gesti di vandalismo e piccoli danneggiamenti, o schiamazzi nelle ore notturne.

A sera, la zia di via Mario Rapisardi, si trasforma in una pista per moto e alta velocità: nugoli di ragazzini provano i gesti estremi, percorrendo il largo tratto di strada in moto, spesso sulla moto impennata su una ruota. I dissuasori e rallentatori di velocità installati dal Comune riescono a contenere solo in parte la situazione e le molto continuano a scorrazzare e a impennarsi, mettendo a repentaglio la loro vita e quella degli abitanti della zona o di eventuali passanti.

A poche centinaia di metri dal centro questa periferia di Vittoria sembra essere un modo a se, con proprie regole, proprie abitudini, con situazioni di rischi concreti difficili da arginare.

L’episodio ai danni di Emilio Tringali parte da tutto questo. Tringali avrebbe provato a redarguire alcuni di questi ragazzi che stazionano nella zona. La reazione è stata violenza: un cazzotto, uno spintone, Emilio Tringali finisce a terra insieme ai suoi aggressori. A quel punto, quando si rialzano, i ragazzi si allontanano. Emilio Tringali chiama la Polizia, poi viene medicato in ospedale. Ha delle ferite al mento e alle labbra, alcune costole ammaccate. La prognosi è di otto giorni.

“Ciò che ho vissuto ha dell’inverosimile – spiega – ma purtroppo in questo quartiere episodi come questo sono la normalità. C’è una situazione di degrado, atti di vandalismo fine a se stesso. Vediamo ragazzi e ragazze salire e scendere dalle auto, allontanarsi e poi ritornare, vediamo piante danneggiate o sacchetti della spazzatura gettata dietro i muretti. Ci sono schiamazzi e poca serenità, a volte atti di dileggio verso i residenti o verso i giovani migranti ospiti del centro di accoglienza. Non so se c’è anche della droga. Non ho niente contro questi ragazzi, è chiaro che c’è un disagio sociale. La denuncia alle forze dell’ordine è un atto dovuto, devo farlo. Ma quanto accaduto deve essere un segnale di allarme. In quartieri come questo seve altro, servono attività di recupero e aggregazione sociale. Servono luoghi di incontro dove questi giovani possano ritrovarsi e realizzare delle attività. Sono minorenni e sono il nostro futuro. La città deve occuparsi di loro: dobbiamo aiutarli”.

A Tringali sono arrivati alcuni messaggi di vicinanza. “Mi hanno chiamato il sindaco Aiello e la presidente Concetta Fiore – aggiunge – mi sono arrivati vari messaggi da amici e da consiglieri comunali. Io non voglio esasperare una situiazione già difficile, non avevo raccontato a nessuno dell’accaduto. La denuncia è necessaria ma più di tutto servono interventi di prevenzione. Per aiutare questi ragazzi, non per condannarli”.

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