Addio a Federico Hoefer, amico di Camilleri. Oggi i funerali


Oggi i funerali di Federico Hoefer, caro amico di infanzia di Andrea Camilleri. Fefè, come lo chiamava il papà di Montalbano, è morto a Ragusa giovedì, in una delle tre città siciliane che per lui erano luoghi dell’anima: la prima Empedocle, terra natia, la seconda Gela dove viveva con la moglie, la ragusana Carmela Ottaviano, e la terza Ragusa, il luogo dei suoi affetti più cari, dove vivono la figlia Laura, il nipote Mattia e il genero Emanuele. Due anni fa Federico aveva fatto all’amico Andrea quello che, il padre letterario del commissario Montalbano aveva definito “il più bel regalo della mia vita”. La pubblicazione del libro “Hoefer racconta Camilleri” di Flaccovio editore, scritto dai giornalisti Andrea Cassisi e Lorena Scimè, in cui aveva narrato le giornate trascorse insieme nella cittadina di porto Empedocle, dalle passeggiate letterarie alle prime cotte, dalle partite di ping pong all’impegno sociale, dai balli d’estate alle giornate al mare, si è rivelata il ritratto inedito del Camilleri giovane, gli aspetti nascosti, anche più intimi, della personalità di Andreuccio (così Fefè chiamava a sua volta Camilleri) un quadro affettuoso, che poteva nascere solo attraverso le parole tenere, scritte da un amico fraterno. Il libro due anni fa è stato presentato anche al porto turistico di Marina di Ragusa all’interno dell’iniziativa “Porto un libro”. Ma la passione per la scrittura di Federico è stata sempre attiva. Di recente aveva voluto scrivere un pensiero su una delle speciali barchette di carta che i clown dottori di “Ci ridiamo su” hanno portato ai pazienti del day hospital oncologico di Ibla per far sentire l’affetto esterno. E Federico Hoefer aveva con piacere voluto contribuire mettendosi subito a disposizione.

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