A Scicli “Non si parte”: la rivolta antimilitarista che fermò l’isola

La fortunata rassegna culturale, organizzata ogni anno dal Museo del Costume, con l’associazione culturale “L’Isola” e l’Ecomuseo del Costume e della Terra del Bassopiano Ibleo, si avvia a conclusione. Questo pomeriggio, alle 18, appuntamento con la storia. “Gennaio 1945: Non si parte”, una pagina di storia non nota con Carmela Paolino che relazionerà su quanto accaduto. Il movimento “Non si parte” è stata una rivolta popolare antimilitarista esplosa in Sicilia tra il dicembre 1944 e il gennaio 1945. Migliaia di giovani siciliani, supportati dalle famiglie, rifiutarono le cartoline precetto per arruolarsi nell’esercito regio e combattere contro i tedeschi, ritenendo la guerra finita dopo la liberazione dell’isola. Dopo lo sbarco alleato del 1943, la Sicilia viveva una situazione di miseria e distruzione. La chiamata alle armi fu vista come una continuazione di un conflitto che non sentivano più proprio ed al grido di “nun si parti, nun si parti!!!”, si verificarono sommosse, blocchi stradali e assalti ai distretti militari in tutta l’isola, con picchi a Ragusa, Vittoria, Catania e nel Siracusano. In questo contesto le donne ebbero un ruolo fondamentale nel bloccare i camion che trasportavano i reclutati. Fra gli episodi più eclatanti quello di Maria Occhipinti a Ragusa che fu tra le maggiori protagoniste del movimento.

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