Spiraglio su protesta Tir: merci pronte a ripartire. Gdo in affanno, aziende ferme e carburante scarso anche negli aeroporti

Spiraglio su protesta Tir: merci pronte a ripartire. Gdo in affanno, aziende ferme e carburante scarso anche negli aeroporti

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Potrebbe essere l’inizio di un graduale ritorno alla normalità dopo giorni che hanno messo a dura prova l’economia del Ragusano e di gran parte del Mezzogiorno.

Dalla Calabria arriva in serata la novità più importante: Fedralog ha deciso di sospendere con effetto immediato il fermo degli autotrasportatori. Una svolta rispetto alla posizione mantenuta fino a poche ore prima, quando la protesta era stata annunciata fino al 27 ottobre.

La vertenza non è conclusa e resta aperto il confronto con il Governo, ma la sospensione può consentire già nelle prossime ore la ripresa di una parte consistente dei collegamenti su gomma attraverso la Calabria, diventata in questi giorni il principale imbuto per le merci in uscita e in entrata dalla Sicilia.

Ed è una notizia particolarmente importante anche per la provincia di Ragusa anche se il blocco di questi giorni ha lasciato dietro di sé conseguenze molto più profonde.

Il Ragusano ha scoperto quanto dipende dai camion

Nel corso della giornata RagusaOggi ha provato a raccontare la crisi seguendola direttamente nei diversi comparti produttivi della provincia.

A Vittoria la situazione più drammatica ha riguardato l’ortofrutta. Prodotti freschi rimasti nelle aziende, raccolti che rischiano di marcire e commesse sospese. Il mercato ha iniziato a fare i conti anche con un pericolo destinato ad andare oltre i giorni della protesta: i grandi compratori del Nord e dell’Europa si stanno rivolgendo a produzioni estere.

Spagna, Turchia, Albania, Olanda: quando la merce siciliana non riesce ad arrivare, la distribuzione cerca necessariamente altri fornitori. E riconquistare quei mercati, una volta che cambiano le rotte degli approvvigionamenti, potrebbe essere molto più difficile che far ripartire un camion.

La situazione è diventata tanto grave da arrivare questa mattina sul tavolo della Prefettura di Ragusa.

Commissionari ortofrutticoli, autotrasportatori, rappresentanti delle categorie, il sindaco di Vittoria Francesco Aiello e il senatore Salvo Sallemi hanno rappresentato al prefetto Tania Giallongo una situazione ormai insostenibile. Tra le ipotesi emerse c’era perfino quella di far viaggiare i Tir con la scorta delle forze dell’ordine per consentire loro di superare i blocchi.

Un milione di uova al giorno e il problema dei mangimi

Nel pomeriggio il nostro viaggio è entrato invece nel polo avicolo modicano, uno dei più importanti del Sud Italia.

Qui la dimensione del problema è rappresentata già da un numero: circa un milione di uova prodotte ogni giorno.

Abbiamo raccontato cosa succede quando una macchina produttiva di queste dimensioni non riesce più a far viaggiare regolarmente le merci.

Le uova restano nei magazzini, diminuiscono i giorni disponibili per commercializzarle e la grande distribuzione riduce gli ordini quando non ha la certezza di poter rifornire i propri supermercati.

Ma il problema più serio riguarda forse ciò che deve arrivare agli allevamenti.

Decine di camion con i mangimi sono rimasti fermi. Alcuni autotreni che avrebbero dovuto raggiungere la Calabria non sono partiti, mentre gli allevatori hanno cominciato a segnalare l’esaurimento delle scorte per galline ovaiole e altri animali.

Un allevamento non può aspettare la conclusione di una vertenza: gli animali devono essere alimentati ogni giorno.

Il blocco ha interessato anche il trasporto di polli e galline destinati alla macellazione, i prodotti trasformati e le materie prime necessarie agli stessi mangimifici.

Fiori e piante fermi lungo la strada

L’effetto domino ha investito anche il florovivaismo ibleo.

In questo settore le merci viaggiano in entrambe le direzioni: partono dalla provincia piante e fiori destinati ai mercati italiani ed europei e contemporaneamente arrivano forniture, anche dall’Olanda.

Camion rimasti fermi, consegne saltate e prodotti vivi che non possono essere conservati indefinitamente rappresentano un danno che cresce giorno dopo giorno.

E poi ci sono tutti gli altri settori: aziende che aspettano materie prime, prodotti finiti che non possono raggiungere i clienti, distributori di carburante con approvvigionamenti difficili e grande distribuzione costretta a ridisegnare quotidianamente la propria logistica.

La crisi arriva persino agli aeroporti

La dimensione raggiunta dal blocco è testimoniata anche da quanto sta avvenendo negli aeroporti.

Dopo le difficoltà registrate negli scali calabresi, anche Catania Fontanarossa è stata interessata da una disponibilità limitata di Jet A1, il carburante utilizzato dagli aerei.

Alle compagnie è stato chiesto di valutare il rifornimento dei velivoli già negli aeroporti di partenza, portando a bordo carburante sufficiente anche per la tratta successiva. Un problema che dimostra quanto la protesta dell’autotrasporto sia riuscita in pochi giorni a propagarsi ben oltre il traffico stradale, arrivando a interessare anche il sistema aeroportuale.

Ora la possibile svolta

La decisione arrivata questa sera dalla Calabria può quindi rappresentare il primo vero cambio di scenario.

In Sicilia una parte consistente degli autotrasportatori aveva già manifestato la volontà di tornare al lavoro. Questa mattina il Comitato Trasportatori Siciliani aveva chiesto alle autorità di garantire il passaggio dei camion che intendevano riprendere l’attività.

Il problema continuava però a essere soprattutto la Calabria. Per una provincia esportatrice come Ragusa, poter partire dalla Sicilia serve a poco se il camion, una volta attraversato lo Stretto, rischia di rimanere nuovamente fermo.

La sospensione del fermo decisa in serata da Fedralog cambia quindi radicalmente le prospettive delle prossime ore.

Non significa ancora che tutto sia risolto. Ci sono giorni di arretrato da recuperare, camion e merci da riposizionare, magazzini da rifornire e una quantità enorme di consegne saltate da riprogrammare.

E soprattutto restano i danni.

Le tonnellate di ortaggi già andate perdute non torneranno vendibili. Le commesse finite all’estero potrebbero non rientrare immediatamente. Le aziende hanno sostenuto costi senza incassare, il florovivaismo ha subito ritardi su prodotti delicati, gli allevamenti hanno dovuto gestire l’emergenza dei mangimi e molte attività commerciali sono rimaste senza rifornimenti.

La protesta, inoltre, politicamente non è conclusa. Gli autotrasportatori attendono ancora risposte strutturali sul costo del carburante e sui costi di esercizio e resta fissato il nuovo confronto con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini.

Ma dopo una giornata nella quale nel Ragusano si è arrivati a parlare di prodotti al macero, aziende ferme, scorte esaurite e Tir da accompagnare eventualmente con le forze dell’ordine, questa sera per la prima volta arriva un segnale in direzione opposta.

Se la sospensione dei blocchi sarà confermata concretamente sulle strade durante la notte, domani potrebbe essere il primo giorno della ripartenza.

Novità anche per uno dei settori che oggi aveva dovuto fermarsi completamente. La società che gestisce i sei McDonald’s del Ragusano ha comunicato a RagusaOggi che i camion con le forniture dovrebbero tornare a transitare nella notte e che, proprio grazie alla ripartenza delle consegne, domani, giovedì, i sei ristoranti dovrebbero riaprire.

Questa mattina avevamo raccontato la chiusura contemporanea dei sei McDonald’s della provincia, con circa 300 lavoratori rimasti fermi. Due locali a Ragusa, quello di Marina di Ragusa e i ristoranti di Vittoria, Modica e Pozzallo avevano dovuto abbassare le saracinesche perché le scorte non consentivano più di garantire il servizio.

Se i camion arriveranno regolarmente durante la notte, quello dei McDonald’s sarà uno dei primi segnali visibili della possibile ripartenza. E a seguire anche Gdo e supermercati.

L’impegno del Governo nazionale

La presidente del consiglio Giorgia Meloni ha convocato per giovedì un consiglio dei ministri che sarebbe pronto ad approvare, con un decreto, gli interventi a favore degli autotrasportatori e del comparto agricolo, in grave difficoltà dopo lo stop che si è protratto troppo a lungo. Il Viminale ha avviato un’azione a tappeto per controllare tutti i posti di blocco e identificare e denunciare chi di fatto ha fermato l’economia nazionale e i presidi illegali che impediscono la libera circolazione stradale.

Nella notte sono già partiti i primi carichi di merce (soprattutto carne, latticini e i cosiddetti “freschissimi” che dalle aziende del Nord devono rifornire i supermercati del sud.

Da domattina, anche il mercato di Vittoria riprende l’attività e dovrebbero ripartire le prime commercializzazioni. Dovrebbero arrivare i primi carichi di prodotti raccolti ieri o oggi, mentre altri carichi sono andati perduti e avviati al macero.

Non si conoscono ancora gli effetti che  questi lunghi sette  giorni di stop avranno sulle contrattazioni e sulle vendite. Un primo report si potrà avere nelle prime ore del pomeriggio quando le prime vendite saranno state concluse e i primi tir si saranno mossi da Vittoria diretti verso i mercati del Nord. Ha collaborato Francesca Cabibbo. Foto tratta da Sicilia242

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