Due tentativi di intrusione nel giro di poche ore, cavi elettrici tranciati e danni alla recinzione. Nel mirino dei malintenzionati è finito un impianto fotovoltaico in contrada Chiappa, ad Acate, dove nella notte sono scattati due distinti allarmi che hanno fatto intervenire le guardie giurate e i Carabinieri. Il primo episodio si è verificato intorno alle 23.21, quando alla centrale operativa dell’istituto di vigilanza La Sicurezza di Vittoria è arrivata una segnalazione proveniente dal sistema di allarme dell’impianto. Le guardie giurate hanno raggiunto rapidamente la struttura per effettuare un controllo, scoprendo i primi segni di un tentativo di furto. La copertura in cemento di un pozzetto interrato era stata spezzata e alcuni cavi elettrici risultavano già tagliati. Dei responsabili, però, non c’era traccia. È stato quindi richiesto l’intervento dei Carabinieri attraverso il numero unico di emergenza 112. I militari, insieme alle guardie giurate, hanno perlustrato l’area senza individuare persone sospette. Sembrava tutto finito, ma poco dopo i malintenzionati sono tornati in azione. Alle 1.02, infatti, un nuovo allarme ha segnalato un’altra intrusione nello stesso parco fotovoltaico. La pattuglia dei Carabinieri è tornata sul posto per un secondo sopralluogo, durante il quale sono emersi ulteriori danni. Questa volta la rete di recinzione perimetrale risultava manomessa. I responsabili avevano inoltre tagliato altri cavi elettrici collocati dietro alcuni pannelli solari e aperto un secondo tombino in cemento, tranciando anche i fili presenti al suo interno. Un doppio raid che lascia ipotizzare un tentativo di sottrarre materiale elettrico dall’impianto, anche se sarà necessario chiarire che cosa i responsabili intendessero portare via e se siano riusciti a impossessarsi di qualcosa. Dopo il secondo intervento, le guardie giurate sono rimaste all’interno della struttura per sorvegliarla, mentre i Carabinieri hanno esteso i controlli alle zone circostanti, alla ricerca dei responsabili, che sono riusciti a far perdere le proprie tracce. I gestori dell’impianto sono stati informati dell’accaduto e invitati a presentare una denuncia formale, necessaria per quantificare i danni e consentire l’avvio delle indagini finalizzate all’identificazione degli autori. Resta da capire se i due episodi siano stati messi a segno dalle stesse persone e se l’obiettivo fosse il furto dei cavi di rame o di altro materiale. A fornire elementi utili potrebbero essere gli eventuali sistemi di videosorveglianza presenti nell’area e gli accertamenti delle forze dell’ordine. Foto di repertorio
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