Via Roma riapre alle auto, Legambiente attacca: «Una scelta scandalosa, Ragusa va indietro di cento anni»

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Ragusa torna a discutere di via Roma dopo l’annuncio sui social, da parte del sindaco Peppe Cassì, della scelta di riaprirla al traffico, e questa volta l’attacco all’Amministrazione comunale arriva da Legambiente, che definisce «scandalosa» e «improvvisa» la decisione di riaprire al traffico veicolare il tratto dell’isola pedonale compreso tra corso Italia e via Sant’Anna. Un provvedimento che l’associazione ambientalista considera un passo indietro per la città e contro il quale esprime «sorpresa e disappunto».

«No alla riapertura al traffico di via Roma» è il titolo del documento diffuso da Legambiente Ragusa, che interviene dopo un dibattito politico già acceso. Il tema non è soltanto quello della viabilità, ma il modello di città che si intende costruire: una Ragusa più accessibile alle automobili oppure uno spazio urbano nel quale pedoni, verde e vivibilità abbiano un ruolo centrale.

Legambiente: «Un salto verso il passato»

Per Legambiente la riapertura di via Roma rappresenta «un salto verso il passato», in netta controtendenza rispetto alle trasformazioni avviate in numerose città europee e mondiali. L’associazione ricorda come Ragusa Superiore disponga di una sola vera area pedonale e sostiene che restituirla alle automobili significherebbe privare i cittadini di uno spazio pubblico prezioso.

La critica si inserisce anche nel quadro dell’emergenza climatica. Secondo Legambiente, proprio le condizioni attuali dovrebbero spingere le amministrazioni a ridurre il traffico privato e favorire gli spostamenti a piedi e con i mezzi pubblici. La direzione indicata è quella di città con meno asfalto, più alberi e corridoi verdi capaci di contribuire alla riduzione delle temperature e a rendere più vivibili gli spazi urbani.

Nel comunicato vengono citati alcuni esempi: Parigi, che ha trasformato in aree pedonali e verdi le strade davanti alle scuole, e le esperienze di Genova e Firenze, mentre anche Roma si prepara a interventi nella stessa direzione. Da qui la proposta che, secondo l’associazione, il Comune avrebbe potuto prendere in considerazione: trasformare l’intera area di via Roma e piazza Libertà in un’unica zona verde, eliminando l’asfalto e piantando prato e alberi.

«E invece si va nella direzione opposta», denuncia Legambiente, che definisce miope e fuori dal tempo la scelta di riportare le auto in un’area pedonale.

«Le automobili non rilanciano il commercio»

Uno dei passaggi più duri riguarda le motivazioni economiche e commerciali alla base della decisione. Legambiente sostiene che non esistano reali esigenze di mobilità o di rilancio delle attività tali da giustificare la riapertura e avverte che il provvedimento potrebbe persino danneggiare il commercio della zona, senza produrre benefici concreti sulla viabilità.

L’associazione contesta quindi l’idea che il ritorno delle auto possa rappresentare la risposta alle difficoltà del centro storico. Una posizione che si sovrappone, almeno su questo punto, alle critiche già espresse nei giorni scorsi dal Partito Democratico.

Il PD di Ragusa aveva infatti accusato il sindaco Peppe Cassì di aver abbandonato la centralità del pedone che aveva indicato come priorità nella campagna elettorale del 2023. «Nel 2023 voleva mettere il pedone al centro, nel 2026 rimette al centro le automobili», era stata la sintesi dei democratici, secondo i quali il problema di via Roma non sarebbe la mancanza di auto, ma l’assenza di una politica complessiva per il rilancio del centro storico.

Per il PD servirebbero residenti, servizi, incentivi agli investimenti, attività culturali e una strategia capace di mantenere vivo il centro durante tutto l’anno. La riapertura al traffico, invece, rischierebbe di diventare una scorciatoia rispetto a problemi più profondi.

Le accuse dell’opposizione: «Una giravolta politica»

Il confronto politico si era acceso anche sul fronte dei consiglieri comunali che avevano già proposto la riapertura sperimentale di via Roma.

Federico Bennardo ha ricordato che nel febbraio 2025, insieme a Gaetano Mauro, Rosanna Caruso e Ignazio Zagami, aveva depositato un atto di indirizzo per chiedere di valutare l’apertura al traffico del tratto interessato. Una proposta che, secondo il consigliere di ControCorrente, era stata bocciata dall’Amministrazione con motivazioni che oggi apparirebbero contraddittorie.

«Non si può bocciare un’idea quando arriva dall’opposizione e poi riproporla identica quando conviene alla maggioranza», aveva affermato Bennardo, chiedendo spiegazioni e maggiore trasparenza.

Sulla stessa linea si erano espressi Mauro e Caruso, che avevano parlato di una «giravolta politica» del sindaco. I due consiglieri avevano rivendicato la proposta avanzata un anno e mezzo prima, sostenendo che fosse nata dall’ascolto di commercianti, residenti e cittadini che vivono quotidianamente le difficoltà del centro storico.

Per Mauro e Caruso, la sperimentazione della riapertura, accompagnata da momenti di pedonalizzazione, potrebbe essere utile per verificare quale soluzione produca maggiori benefici. Ma la tempistica della decisione, con le prossime scadenze elettorali all’orizzonte, aveva alimentato il sospetto di una scelta dettata anche dalla ricerca di consenso.

Legambiente: «Uno spot elettorale»

È proprio su questo terreno che si spinge l’affondo più pesante di Legambiente. L’associazione interpreta la riapertura come «uno spot di carattere elettorale» e la collega a quella che definisce la «frenesia cementificatoria» del sindaco in questa ultima fase di sindacatura.

Nel documento non mancano riferimenti politici più ampi, con una critica alle destre nazionali ed estere accusate di ostacolare la transizione ecologica e di voler riportare indietro le lancette della storia.

«Quel passato però non esiste più», scrive Legambiente, richiamando le temperature fuori norma registrate durante l’estate e il rischio di annate sempre più calde. Il messaggio è netto: proprio mentre la crisi climatica impone scelte coraggiose, Ragusa starebbe andando nella direzione opposta.

La conclusione dell’associazione è un appello a cambiare rotta e a ripensare gli spazi urbani non in funzione del traffico automobilistico, ma della qualità della vita dei cittadini.

Il futuro di via Roma al centro del confronto

La decisione del Comune di riaprire sperimentalmente il tratto di via Roma compreso tra corso Italia e via Sant’Anna ha dunque riacceso un confronto che non sembra destinato a esaurirsi rapidamente.

Da una parte il sindaco favorevole alla sperimentazione, che richiamano le esigenze di residenti, commercianti e mobilità. Dall’altra Legambiente, PD e gli esponenti dell’opposizione che contestano il ritorno delle automobili in quello che considerano uno spazio conquistato dai pedoni.

La domanda, a questo punto, non riguarda soltanto la viabilità di via Roma, ma la direzione che Ragusa intende prendere per il proprio centro storico: tornare a privilegiare le automobili o continuare a investire negli spazi per le persone?

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