“Settembre è ancora piena estate”: la sfida per rilanciare il turismo a Scicli

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L’obiettivo è quello di allungare…l’estate. Non solo parlare ma agire per rendere fattivo un piano di destagionalizzazione nel territorio comunale e nelle sue borgate. Naturalmente superando i limiti di oggi. Limiti che vanno dalla sospensione del servizio di salvataggio già lo scorso 31 agosto, legato alla Bandiera Blu, come se l’estate a Sampieri e Donnalucata finisse esattamente a fine agosto. “Discorso a parte merita Cava d’Aliga, dove provocatoriamente si può dire che l’estate sia finita già il 23 agosto, data in cui il Comune ha organizzato l’Addio all’estate – spiega il movimento del coordinatore cittadino Bartolo Drago – và precisato che a Cava d’Aliga il servizio di bagnino non è coperto dal Comune, perché la spiaggia è piccola e il servizio è assicurato dallo chalet presente.

Siamo ancora ben lontani dal concetto di destagionalizzazione. Basta guardare, per fare un esempio concreto, a San Vito Lo Capo: lì, con il Cous Cous Fest strategicamente organizzato dopo metà settembre, riescono ad allungare l’estate fino a fine mese”.

La chiusura anticipata dei servizi di bagnino non è un dettaglio tecnico: è un messaggio chiaro che l’estate è finita.

Laconico il commento su quanto accade in questo finale di stagione. “Settembre, sulla costa sciclitana, continua a offrire temperature dell’acqua e dell’aria ideali, giornate ancora lunghe e un mare spesso più calmo e limpido rispetto ai mesi di luglio e agosto. Quando spariscono i servizi essenziali, anche chi vorrebbe prolungare la permanenza o arrivare proprio in quel periodo si trova di fronte a un’offerta impoverita – prosegue il movimento politico – l’esperienza di San Vito Lo Capo dimostra che un evento ben strutturato, posizionato nel momento giusto e comunicato con efficacia, può trasformarsi in una vera leva di destagionalizzazione. Non si tratta solo di un festival: è un’operazione capace di generare centinaia di migliaia di presenze e un indotto economico significativo, riempiendo strutture e mantenendo vivo il territorio oltre il picco tradizionale. Allungare l’estate porta vantaggi concreti e misurabili. Per i commercianti e gli operatori turistici significa distribuire meglio i ricavi nell’arco dell’anno, ridurre i periodi di ‘deserto’, ammortizzare investimenti su un lasso di tempo più lungo e intercettare una clientela spesso più selettiva e disposta a spendere per esperienze di qualità. In settembre e ottobre la concorrenza tra destinazioni e tra strutture è sensibilmente più bassa, e questo crea margini di manovra importanti”.

Benefici anche per i lavoratori.

“Una sana politica di destagionalizzazione significa maggiore stabilità occupazionale, meno precarietà legata ai contratti da “stagionali di settanta-novanta giorni”, minor pressione sui servizi pubblici nei mesi di sovraffollamento e borgate che non si spengono da un giorno all’altro. Un turismo più disteso nel tempo radica maggiormente l’economia locale e genera ricadute positive anche su agricoltura, artigianato e commercio di prossimità – conclude il coordinatore cittadino Bartolo Drago – per i turisti che scelgono settembre, infine, significa clima ancora ottimo senza l’afa e la calca di agosto, prezzi generalmente più contenuti, spiagge meno affollate e un’esperienza complessivamente più autentica e rilassata. Sempre più persone, italiane e straniere, stanno spostando le ferie proprio su questo mese, spinte dal cambiamento climatico e dalla ricerca di qualità. Chi arriva e trova servizi ridotti o assenti, però, difficilmente torna e altrettanto difficilmente raccomanda. Non basta organizzare un singolo evento. Serve una strategia coerente: mantenere i servizi essenziali almeno fino a metà-fine settembre, programmare gli appuntamenti con logica di calendario intelligente, comunicare in modo professionale e continuo, e integrare mare, enogastronomia, cultura e natura. Il territorio di Scicli dispone di carte straordinarie da giocare anche fuori dalla stagione tradizionale. Allungare l’estate non è un vezzo. È la condizione minima per trasformare il turismo in un motore economico stabile, sostenibile e generatore di benessere per tutto il territorio. E settembre, in Sicilia, è ancora piena estate. Basta solo decidere di trattarlo come tale”.

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