Daini nel Ragusano, stop agli abbattimenti: si punta sul monitoraggio e sulle alternative

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Gli abbattimenti dei daini nel territorio ragusano vengono sospesi. È questo il risultato più importante dell’incontro svoltosi nella Sala Giunta del Comune di Ragusa tra il dirigente del Servizio 15 del Dipartimento Regionale dello Sviluppo Rurale e Territoriale, Tullio Serges, le associazioni animaliste e ambientaliste e l’amministrazione comunale.
Il confronto, promosso dal sindaco Peppe Cassì e dall’assessore Andrea Distefano, è stato dedicato alla crescente presenza dei daini nel territorio ibleo e alle conseguenze che il fenomeno può avere sull’ambiente, sugli allevamenti, sulle coltivazioni e più in generale sull’equilibrio del territorio.

Stop agli abbattimenti previsti dal 1° settembre

Al termine della riunione è arrivata la decisione destinata a cambiare, almeno per il momento, il percorso previsto: il dirigente Tullio Serges ha assicurato la sospensione delle attività di abbattimento dei daini, il cui avvio era stato programmato a partire dal 1° settembre.
Non si ferma, invece, il lavoro di monitoraggio già avviato il 16 agosto. In questa fase i coadiutori gestiti dal Servizio 15 Ragusa RFV concentreranno le proprie attività sulla localizzazione degli animali e sulla raccolta di dati il più possibile attendibili sulla consistenza e sulla distribuzione del nucleo di daini presente nel territorio ragusano.

Il precedente delle Madonie: oltre 20 mila daini

Nel corso dell’incontro non sono mancati momenti di confronto acceso, ma il dialogo è stato definito costruttivo e ha permesso di mettere sul tavolo posizioni e proposte differenti.
Particolare attenzione è stata dedicata all’esperienza del Parco delle Madonie, dove una piccola comunità di daini introdotta alcuni decenni fa si è progressivamente trasformata in una popolazione stimata in oltre 20 mila esemplari. Una crescita che, secondo quanto emerso durante il confronto, ha prodotto conseguenze significative sull’habitat naturale e sull’economia agricola locale.
Proprio questo precedente ha rafforzato la necessità di intervenire in una fase preventiva, evitando che il fenomeno nel Ragusano possa raggiungere dimensioni difficili da governare.

Le associazioni preparano una proposta alternativa

La sospensione degli abbattimenti apre ora una nuova fase. Le associazioni animaliste e ambientaliste potranno collaborare alle attività di monitoraggio e riceveranno i dati raccolti dal Servizio 15, così da poter acquisire una conoscenza più precisa delle dimensioni effettive del fenomeno.
L’obiettivo dichiarato è arrivare, entro 30 giorni dalla ricezione dei dati, alla presentazione di un progetto alternativo che individui strumenti e modalità per prevenire e contenere la proliferazione dei daini, riducendo il più possibile, fino a eliminarlo quando tecnicamente e normativamente possibile, il ricorso agli abbattimenti.
Il progetto sarà successivamente sottoposto alle competenti autorità regionali. In caso di valutazione positiva, potrà essere trasmesso a ISPRA per l’acquisizione del parere previsto dalla normativa.

Prima i dati, poi le decisioni

La partita, dunque, non è ancora chiusa. Le prossime decisioni dipenderanno dai risultati del monitoraggio, dalla proposta elaborata dalle associazioni e dalle valutazioni degli organismi regionali e tecnico-scientifici competenti.
La nota autorizzativa del Servizio 3 di Palermo indicava come auspicabile lo svolgimento delle eventuali attività di contenimento prima del 20 settembre, data di apertura della stagione venatoria, per evitare che la contemporanea attività di caccia possa rappresentare un ulteriore fattore di disturbo per gli animali.
Per il momento, però, la priorità sarà conoscere con maggiore precisione quanti daini siano effettivamente presenti nel territorio e dove siano concentrati.

“Un punto di equilibrio responsabile”

Soddisfazione è stata espressa dal sindaco Peppe Cassì e dall’assessore Andrea Distefano, che hanno ringraziato il dirigente Serges per aver accolto la richiesta di sospensione e le associazioni per il contributo offerto al confronto.
«Riteniamo che il risultato raggiunto rappresenti un punto di equilibrio responsabile: non ignorare un fenomeno che deve essere gestito e prevenuto, ma concedere il tempo necessario per conoscere con precisione la consistenza del nucleo presente nel nostro territorio e verificare concretamente la praticabilità di soluzioni alternative», hanno dichiarato Cassì e Distefano.
L’obiettivo, hanno aggiunto, deve essere quello di «evitare che il problema cresca», tutelando contemporaneamente gli animali, l’ambiente, le attività agricole e la sicurezza del territorio.
Ora la parola passa ai dati e alle valutazioni tecnico-scientifiche. Saranno questi elementi, insieme alla proposta delle associazioni, a determinare le prossime scelte sulla gestione della presenza dei daini nel territorio ragusano.

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