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Da Triumph Corallo all’altare: la nuova vita di don Gianni, il ragusano che ha scelto di seguire una chiamata più grande
30 Giu 2026 08:33
Ha cambiato completamente vita lasciando un percorso conosciuto per seguire una strada nuova, maturata nel silenzio e nella profondità di una scelta personale.
È la storia di don Gianni Corallo, ordinato ieri sera sacerdote nella Cattedrale di San Giovanni Battista a Ragusa dal vescovo Giuseppe La Placa, davanti a una comunità emozionata e partecipe.
Un momento importante per la Chiesa ragusana, ma anche un passaggio dal grande valore umano per una città che conosce bene il volto di Gianni Corallo. Per tanti anni, infatti, è stato una figura familiare nel mondo del commercio cittadino, legato alla storica realtà di Triumph Corallo, punto di riferimento ragusano nel settore dell’elettronica e degli elettrodomestici.
Un uomo conosciuto per il suo rapporto con le persone, per la quotidianità vissuta tra clienti e comunità, che oggi si presenta alla città con un nuovo abito e una nuova missione: quella del sacerdote.
La sua non è stata una scelta improvvisa, ma il frutto di un cammino maturato nel tempo. Una vocazione adulta, cresciuta attraverso domande, riflessioni e un percorso interiore che lo ha portato fino alla decisione di dedicare la propria vita al servizio della Chiesa e degli altri.
La celebrazione in Cattedrale è stata intensa e partecipata. Accanto al vescovo La Placa erano presenti i sacerdoti della diocesi, i fedeli e tante persone che hanno voluto condividere con don Gianni questo momento speciale.
Nell’omelia il vescovo ha ricordato il significato profondo del ministero sacerdotale, sottolineando che il dono ricevuto non è qualcosa da custodire per sé, ma una missione da vivere per gli altri.
«Il dono che oggi ricevi non è anzitutto per te stesso ma ti è affidato per l’edificazione della Chiesa – ha detto monsignor La Placa – Annuncerai il Vangelo, celebrerai i sacramenti, rimetterai i peccati nel nome di Cristo e guiderai il Santo popolo di Dio».
Un invito a vivere il sacerdozio come un cammino fatto di ascolto, presenza e vicinanza.
Il momento più significativo della celebrazione è stato quello dell’imposizione delle mani: un gesto antico, che affonda le sue radici nella tradizione apostolica e che rappresenta la trasmissione dello Spirito Santo e l’ingresso nella comunione presbiterale.
Prima il vescovo, poi tutti i sacerdoti presenti hanno imposto le mani sull’eletto, accompagnando don Gianni nell’inizio del suo nuovo ministero.
Dietro questa ordinazione c’è la storia di un uomo che ha saputo ascoltare una voce interiore e avere il coraggio di seguirla.
Da una vita conosciuta nel mondo del commercio a una nuova missione al servizio della comunità: un passaggio che racconta non una rinuncia, ma una scelta.
Ragusa accoglie oggi don Gianni con affetto, riconoscendo in lui una testimonianza particolare: quella di chi, dopo un lungo cammino umano e professionale, ha scelto di mettere la propria esperienza, il proprio tempo e il proprio cuore al servizio degli altri.
Una nuova pagina si apre per lui. E per la comunità che oggi lo accompagna con emozione nel suo primo passo da sacerdote. Auguri anche da parte della nostra redazione. Ricerca fotografica di Salvo Bracchitta



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