L’ex convento Santa Maria del Gesù passa in mano al Comune di Ragusa: firmata la concessione, sarà polo culturale

Un atto atteso da decenni, che restituisce alla città uno dei luoghi più affascinanti e simbolici del suo patrimonio storico e artistico.
Ieri mattina, nella Sala Giunta di Palazzo dell’Aquila, è stata firmata la concessione in uso gratuito al Comune di Ragusa del complesso dell’ex chiesa e convento di Santa Maria del Gesù, a conclusione di un lungo iter avviato dal Ministero dell’Interno e condiviso con la Prefettura di Ragusa e la Soprintendenza ai Beni Culturali.

Alla cerimonia di firma erano presenti il sindaco Peppe Cassì, il prefetto Giuseppe Ranieri, il soprintendente ai Beni Culturali Antonino De Marco e l’assessore al Centro Storico Giovanni Gurrieri.

La decisione ministeriale prevede la concessione per 19 anni in uso gratuito al Comune del complesso monumentale, composto dalla chiesa — oggi sconsacrata — e dal convento annesso, già oggetto in passato di interventi di restauro e di un tortuoso percorso amministrativo che per anni ne ha impedito la piena fruizione.

Un bene storico al centro di un progetto di rinascita

Il complesso di Santa Maria del Gesù, tra i più importanti della Ragusa pre-terremoto, è stato per decenni al centro di lavori, studi, finanziamenti e, talvolta, di polemiche.
Le prime opere di restauro risalgono agli anni Novanta, ma difficoltà burocratiche e carenza di fondi hanno a lungo rallentato la rinascita del sito. Vent’anni fa, inoltre, la scelta dei materiali — in particolare alcune mattonelle impiegate nel restauro — suscitò aspre controversie politiche e critiche anche nei confronti dei tecnici della Soprintendenza, simbolo di quanto fosse delicato l’intervento su un bene di tale valore storico.

Oggi, con la firma della concessione, si apre finalmente una nuova stagione per il complesso di Santa Maria del Gesù, destinato a diventare un polo culturale di riferimento per la città.

Il futuro: museo archeologico e spazio per la cultura

Come spiegato dall’assessore Giovanni Gurrieri, che ha seguito passo dopo passo l’iter della concessione, «da un anno e mezzo lavoriamo per questo risultato. Ho compiuto personalmente diversi viaggi a Roma per coordinare con il Ministero, la Prefettura e la Soprintendenza tutti gli aspetti legati alla cessione del complesso. Oggi possiamo dire che Ragusa si riappropria di un luogo identitario».

Il progetto di rifunzionalizzazione prevede che l’ex convento venga articolato su tre piani a destinazione museale, ospitando una nuova sezione del Museo Archeologico di Ragusa, mentre la chiesa sarà trasformata in uno spazio culturale polifunzionale, sulla scia di quanto già avviene a San Vincenzo Ferreri.
«La sede di via Natalelli del museo — ha precisato Gurrieri — resterà attiva. Ma qui nascerà un nuovo spazio espositivo per mostre temporanee e attività culturali. Martedì porteremo in Commissione Centro Storico una proposta di stanziamento di 500 mila euro per completare i lavori, mentre la ditta incaricata dalla Soprintendenza concluderà la parte strutturale. Noi ci occuperemo poi della sezione museologica e funzionale».

L’assessore ha voluto sottolineare anche l’importanza del metodo: «Questo progetto nasce da una collaborazione vera tra enti. Comune, Prefettura e Soprintendenza hanno fatto squadra, senza gelosie o contrasti, nell’interesse esclusivo della città. È un modello di lavoro condiviso che vorremmo replicare».

Un patrimonio restituito ai cittadini

L’obiettivo è chiaro: fare del complesso di Santa Maria del Gesù un centro vivo di cultura, arte e storia, capace di valorizzare l’identità di Ragusa e attrarre visitatori durante tutto l’anno.
Un primo assaggio di questa rinascita è già visibile: nel fine settimana il sito sarà aperto al pubblico nell’ambito del festival “Le Vie dei Tesori”, offrendo a cittadini e turisti l’occasione di scoprire da vicino la bellezza ritrovata del complesso.

La firma di ieri segna, come anche sottolineato dal sindaco Cassì, dunque un passaggio storico: dopo decenni di attese, restauri e speranze, Santa Maria del Gesù torna finalmente alla città, con un futuro che profuma di cultura, memoria e partecipazione. Adesso necessario completare i lavori, magari anche trovando altre risorse, e finalmente aprire il sito alla pubblica fruizione.

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