Sanità, mazzette e appalti truccati: tra i coinvolti anche l’imprenditore ragusano Saretto Sortino

Un sistema ramificato, consolidato, dove la linea tra controllo e corruzione si è fatta evanescente. Ed emerge anche un nome noto dell’imprenditoria iblea: Rosario Sortino, imprenditore di Ragusa, finito al centro dell’ultima bufera giudiziaria sulla sanità siciliana. La misura nei suoi confronti è chiara: sospensione per un anno e obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria. Nel cuore dell’inchiesta della Procura di Palermo, coordinata dal procuratore Maurizio de Lucia e condotta dalla Guardia di Finanza, emerge un disegno criminoso che intreccia affari e pubblica amministrazione, con epicentro nella figura di Antonino Maria Sciacchitano, detto Ninni, commercialista palermitano di lungo corso, noto in Regione per essere il “super valutatore” dei conti pubblici e consulente apprezzato persino dalla Corte dei Conti. Lui, secondo gli inquirenti, sarebbe stato il regista di un “comitato d’affari” che truccava appalti milionari nella sanità siciliana: gare pilotate, capitolati scritti su misura, documenti di gara riservati forniti in anticipo alle aziende “amiche”. In cambio, mazzette. Tangenti documentate con passaggi di buste, 50 mila euro ritrovati nel suo studio. E una rete di connivenze che tocca i vertici di Asp, ospedali e imprese.

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