Raddoppio Ragusa – Catania, Musumeci non sarà commissario?

Potrebbe non essere il governatore Nello Musumeci il commissario straordinario che dovrà gestire i cantieri della Ragusa – Catania. Proprio in queste ultime ore da Roma rimbalzano infatti notizie che riguardano in qualche modo anche l’atteso, anzi attesissimo raddoppio della superstrada che interconnette le due province passando in mezzo a quella di Siracusa. E secondo le ultime scelte del Governo nazionale, che saranno formalizzate proprio nelle prossime ore, saranno nominati commissari tecnici e non politici per intervenire su quelle che, riconfermate a quanto pare anche in un recente dpcm, sono le opere e le infrastrutture da considerare strategiche e tra queste c’è appunto il raddoppio della Ragusa – Catania.

Il Governo nazionale, se così sarà confermato, sarebbe dunque per nominare un tecnico come commissario straordinario e non dunque il governatore Musumeci. Ed era proprio questa la condizione unica che aveva avanzato la Regione quando aveva assicurato di anticipare, per conto dello Stato, i fondi utili proprio per il raddoppio. Siamo dinnanzi ad un nuovo cane che si morde la coda? Probabile e solo nei prossimi giorni si sarà di più. Ma intanto, nonostante ci siano stati annunci anche nelle ultime settimane sulla posa della prima pietra dei cantieri di raddoppio nei primi mesi del 2021, ormai da tempo non si parla concretamente dell’iter burocratico sebbene a giugno era stato approvato il progetto definitivo.

C’è da essere preoccupati perché, complice forse il periodo delle ferie e l’onda lunga del lockdown, sembra essere calato un preoccupante silenzio? La pensa così il comitato-osservatorio che segue da vent’anni l’iter di raddoppio, come conferma uno dei suoi più attivi componenti, Roberto Sica: “A giugno è passato il progetto definitivo ma da allora non abbiamo più notizie e siamo dunque abbastanza preoccupati. Continuiamo ad avere annunci ad effetto avvenuti anche in questa campagna elettorale ma dubitiamo molto sui tempi. Si parla di prima pietra nel 2021 ma non ci risulta. Chiediamo interlocuzioni ormai da tempo”.

E anche i sindaci del territorio attendono di saperne di più, forti anche della decisione della Corte dei Conti sull’accesso alle carte ministeriali: “L’aver inserito il criterio di realizzazione in 8 lotti diversi ci preoccupa per i possibili ricorsi che potranno arrivare sulle aggiudicazioni di uno o più lotti – commenta Sebastiano Gurrieri, sindaco di Chiaramonte Gulfi e componente del comitato dei sindaci – Ci sono esponenti del Governo per dicono che si metterà la prima pietra nel 2021, ma non possiamo di certo restare tranquilli fermandoci alle semplici dichiarazioni”.

E sulla necessità di porre la giusta attenzione sul raddoppio e sull’iter arriva un appello anche dall’associazione politica Ragusa in Movimento con il suo presidente Mario Chiavola: “Insomma, è necessario appurare quando sarà possibile arrivare, in tempi certi, all’apertura dei cantieri. Appello ai politici ragusani affinché facciano di tutto per riuscire ad arrivare al traguardo che l’intero territorio attende di tagliare sin dal 2003”.
fonte La Sicilia – Michele Barbagallo

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