Refezione scolastica, l'azienda ammette: "E' vero il riso non era buono". VIDEO - Ragusa Oggi

Refezione scolastica, l’azienda ammette: “E’ vero il riso non era buono”. VIDEO


Condividi su:


Refezione scolastica, l’azienda ammette: “E’ vero il riso non era buono”. VIDEO
Attualità
11 gennaio 2018 11:11

“Si è vero, il riso non era buono”. A parlare non sono genitori e maestre ma il titolare in persona dell’azienda Stefano Srl che si è recato nelle scuole per verificare se il piatto fosse o meno rancido. Conferma che vi è stato qualche problema.

Cosa era successo alle pietanze? Lo spiega Franco Flaccavento, rappresentante dell’azienda Stefano Srl, intervistato da Videoregione: “Si è voluta cambiare la procedura di preparazione del riso dal punto di vista tecnico per risparmiare tempo. Si è dunque proceduto prima alla cottura del riso in tutta la sua quantità, raffreddarlo con acqua fredda, poi metterlo in un contenitore per poi prepararlo più tardi con le verdure. Il punto critico sarà stato sicuramente che il riso messo tutto insieme nel contenitore, nel suo cuore ha tenuto la temperatura al di sopra dei 40 gradi e di conseguenza ha causato il profilarsi della carica batterica. Però quando è stato confezionato con le verdure non emanava alcun strano odore, altrimenti non ci saremmo permessi di somministrarlo. Solo che da quando è stato preparato a quando è stata fatta la consegna, sono passate più o meno due ore e mezza, tre ore, e c’è stata la proliferazione della carica batterica”.
*Il titolare conferma di essere andato lui stesso in alcune scuole per accertare se il riso fosse buono o no: “Ho accertato che si sentiva leggermente che pizzicava, però è stata fatta una rettifica nel piano di autocontrollo che porterà al cambio della procedura di preparazione”.

Intanto resta aperta la polemica politica al Comune dove tra l’altro ieri pomeriggio i genitori hanno “invaso” il Consiglio comunale e incontrato gli amministratori. Il Partito Democratico chiede al Comune di sospendere il servizio. Una richiesta che anche vari consiglieri comunali hanno avanzato durante i lavori del Consiglio comunale.
“Chiediamo al sindaco di revocare, o almeno sospendere, il servizio di refezione scolastica assegnato all’attuale ditta che, in appena tre giorni, ha dimostrato di essere inadatta ad espletare al meglio il servizio per i bambini delle scuole della città di Ragusa. Lo chiediamo come forza politica anche dopo avere preso atto del grande dissenso manifestato, ieri pomeriggio, dai genitori durante una convulsa riunione tenutasi in sala Giunta a palazzo dell’Aquila in cui è stata criticata con durezza l’attività della ditta in questione. Il sindaco, che ha tentennato sulla vienda rimandando più volte a riferimenti normativi che, in questa fase, lasciano il tempo che trovano, ha il dovere di dare una risposta chiara alla cittadinanza perché stiamo mettendo in dubbio la salute dei nostri figli. E questo non può essere”.

E’ il senso dell’appello-diffida lanciato dal segretario cittadino del Pd di Ragusa, Peppe Calabrese, dopo avere preso atto che una consistente delegazione di genitori, in parte rispondendo all’appello che gli stessi democratici avevano lanciato 24 ore prima, ha manifestato tutta la propria amarezza nei confronti dell’amministrazione comunale per quanto sta accadendo. “E’ il sindaco, in qualità di massima autorità sanitaria cittadina, che deve assumersi questa responsabilità con un’ordinanza contingibile ed urgente che, intanto, va adottata e poi confermata. Serve cibo di qualità che, in questo caso, non è ancora stato servito”. Anche il capogruppo del Pd in Consiglio comunale, Mario D’Asta, è intervenuto durante la riunione di ieri sottolineando che “non è possibile fare i conti con un disagio del genere, a maggior ragione perché stiamo parlando – aggiunge – di una ditta che in passato aveva fatto registrare problemi analoghi. Le verifiche, a questo punto, hanno già dimostrato tutto quello che c’era da sapere. Anche perché il malcontento dei genitori è diffuso. E se ciò è accaduto dopo appena tre giorni di servizio una ragione deve esserci”.

LEGGI ANCHE

Refezione scolastica, genitori al Comune. “Polpette avvelenate” per gli assessori e polpette mal cucinate a scuola


Condividi su: