LONTANO DAI VECCHI GIOCHI DI CHI VUOLE DIVIDERE, VICINO ALLA NUOVA POLITICA


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Politica
14 giugno 2012

In questi giorni, e fino a stamattina, leggendo le ‘ultime’ notizie della politica regionale in vista delle prossime elezioni in Sicilia, mi convinco ogni giorno di più che c’è bisogno davvero di una rigenerazione della politica. 

Perché, senza pudore, si continua a dare l’impressione errata che nel dibattito politico contino più sotterfugi, tatticismi, fughe in avanti e marce indietro; insomma quei ‘giochetti’ della politica  che hanno fatto allontanare la gente dai partiti e quindi anche dal PdL, determinandone cadute pesanti e lo scollamento tra la domanda reale del Paese e l’interesse autoreferenziale di qualcuno.

Quando un dibattito mediatico, come quello che c’è stato in questi giorni, finisce per generare posizioni poco chiare che aggiungono confusione ad un quadro già parecchio frastagliato e carente di proposte reali rispetto alle difficoltà oggettive a cui i siciliani sono sottoposti quotidianamente, si rischia di dare l’impressione che quello che si preannunciava come uno scontro epocale, sia finito ‘a tarallucci e vino’ secondo un’inveterata e deleteria tradizione mai (purtroppo) scomparsa. 

Vuol dire che c’è chi continua ad anteporre i suoi interessi a quelli generali. E non va bene! Oggi più che mai.

Non entro nel merito perché è stucchevole farlo; ma sono deluso da comportamenti che dovrebbero essere votati al radicale cambiamento di sistema e che invece ricalcano le storture del passato, punite chiaramente dal popolo siciliano. 

Tutto questo, lo ribadisco a me stesso e a tutti coloro che hanno l’onore e l’onere di ricoprire ruoli istituzionali ad ogni livello. Lo dico affinchè ognuno, dall’interno e dal proprio territorio, cominci a dar vita ad un movimento di pensiero che porti una ventata di novità; un movimento di pensiero che deve avere il compito di cancellare definitivamente questo genere di comportamenti, e determinare una rigenerazione reale della politica, privilegiando la voglia di aprirsi all’esterno, di ascoltare le istanze della gente, di non pensare che tutto si riduca ad un ruolo o ad una candidatura ma che invece si faccia politica davvero ‘per servizio’, respingendo con forza la deriva demagogica e populistica di coloro che cavalcano l’antipolitica.

Spero che lo si capisca; purtroppo gli ultimi episodi ed atteggiamenti, anche interni al mio partito, non inducono a pensarlo; ma siccome sono ottimista per natura, io continuo a crederci ed ho già cominciato a lavorare per costruire una vera e concreta alternativa. 

Altrimenti saranno gli elettori a farcelo capire. E, stiamone certi, non saranno teneri…

 


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