AUMENTATO IL DIRITTO CAMERALE DEL 20 PER CENTO

Il parco commerciale “Isole Iblee” di Ragusa, l’Associazione Federfarma e il Centro Commerciale Naturale Antica Ibla hanno inviato una lettera aperta al Presidente della Camera di Commercio, Giuseppe Giannone, ai componenti del Consiglio camerale e, per conoscenza, al segretario generale dell’ente camerale, Carmelo Arezzo, avente ad oggetto l’aumento del venti per cento dell’esazione relativa al diritto camerale 2015.

“Da qualche giorno” – si legge nel documento – “parecchie delle imprese da noi rappresentate, stanno ricevendo la comunicazione riguardo l’esazione del diritto camerale per il 2015. In tale missiva leggiamo, con nostro grande stupore, che il Consiglio camerale, il 19 novembre scorso, ha adottato la delibera n. 15/6 per aumentare del 20 per cento il diritto camerale dovuto per l’anno 2015. È inconfutabile che da alcuni anni anche il nostro territorio e le sue aziende sono stati investiti da una crisi di proporzioni e durata impressionanti. Pure l’ente camerale di Ragusa ne dà uno spaccato incontrovertibile, se paragoniamo i “crediti da diritto camerale” che sono cresciuti in modo travolgente, malgrado le svalutazioni per milioni di euro appostate in bilancio. Tra l’altro, non possono trovare giustificazione tutte le motivazioni esposte a sostenere tale decisione, alcune delle quali, senz’altro meritorie, ma in un momento assolutamente inadeguato a straziare ulteriormente le imprese”.

“Neanche il 10% di diritto camerale chiesto alle imprese dal 2008 in poi (anno di inizio della crisi)” – scrivono ancora Isole Iblee, Federfarma e Antica Ibla – “trova una sufficiente motivazione visto che nel periodo 2008/2014 il patrimonio netto dell’ente è cresciuto di 3 milioni, le liquidità disponibili sono aumentate di oltre 2 milioni, ma, di contro, migliaia di imprese si sono dovute indebitare maggiormente. Infine, teniamo ad evidenziare che malgrado la legge n.114 del 11 agosto 2014 ha imposto la riduzione del 35% del diritto camerale a tutte le Camere di commercio d’Italia e molte di queste hanno i bilanci per niente brillanti, ben 81 su 105 Camere di Commercio hanno saggiamente deciso di non accanirsi sulle imprese dei loro territori. E’ inutile aggiungere che giornalmente, migliaia di imprenditori, commercianti, artigiani, industriali, agricoltori, studi professionali, affrontano in maniera quasi eroica le criticità della crisi in atto con spirito di sacrificio e sofferenza umana. La fonte e l’energia che sviluppa un territorio sono soprattutto le imprese e per quanto sopra esposto, nell’interesse delle aziende che noi rappresentiamo, invitiamo i soggetti destinatari della lettera aperta, viste le imminenti scadenze del diritto camerale, a revocare totalmente la delibera adottata. E tutto ciò a vantaggio del bene comune che riguarda le oltre trentamila aziende del nostro territorio”.  

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