La forza oltre il punteggio: le atlete di pallavolo dicono no al femminicidio

L’Ardens Comiso può festeggiare: la salvezza nel campionato di Serie C femminile è arrivata con largo anticipo, a coronamento di una stagione che doveva essere di transizione, ma che si è rivelata ben oltre le aspettative.

Nell’ultimo turno, la formazione guidata da coach Young Lee Won ha affrontato la capolista Gela, uscendo sconfitta da un match dal pronostico chiuso sin dall’inizio, viste le oggettive differenze di organico. Tuttavia, al di là del risultato sul campo, la partita è stata occasione per un momento di grande valore simbolico: le atlete di entrambe le squadre hanno voluto lanciare un messaggio contro la violenza sulle donne, scendendo in campo con un segno rosso sul volto, simbolo della lotta ai femminicidi. Il gesto, immortalato in una foto di gruppo, ha ribadito i valori dello sport come veicolo di messaggi sociali forti e condivisi.

Dal punto di vista sportivo, l’Ardens ha sorpreso tutti. Partita con l’obiettivo minimo della permanenza in categoria, oggi si trova al settimo posto in classifica, lontana dalla zona rossa e con ancora tre giornate da disputare. Una stagione più che positiva che ha visto, tra l’altro, ben cinque giovanissime atlete esordire in prima squadra: Agnese La Rocca, Alessia Scibilia, Miriam Battaglia (17 anni), Chiara Cabibbo e Greta Sirugo (15 anni). Un dato che sottolinea il lavoro di crescita e valorizzazione del vivaio, punto di forza del progetto Ardens. “Stiamo per concludere un campionato entusiasmante – commenta il vicepresidente Salvo Cosentino –. Siamo partite con una squadra molto giovane, alcune ragazze non avevano mai messo piede in prima squadra. Eppure, gara dopo gara, il gruppo è cresciuto, ha affrontato vittorie e sconfitte con la giusta maturità. Il merito va anche al lavoro della nostra allenatrice, che ha saputo costruire un gruppo vincente e proiettato verso il futuro”.

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