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“…UN GIALLO CHE GIALLO NON È…”
22 Nov 2012 15:17
La serata prende il via facendo assaporare, con le parole nate dalla lettura dell’attore Sparacino che con la sua voce ha raccontare passi del libro, riuscendo a far entrare il pubblico presente in sala in quella atmosfera che il romanzo “Il giallo e l’azzurro” riesce a dare. Celestre ha voluto ambientare, la sua recente fatica letteraria, in un piccolo e sicilianissimo borgo che si potrebbe trovare in uno dei tanti agglomerati urbani della assolata e coloratissima Sicilia. Il punto di partenza, anche questa volta è quel microcosmo, che l’autore conosce meglio ma anche quello in cui si vive ogni giorno. Leggendo ci si troverà immersi in quelle problematiche quotidiane ricche di mille sfaccettature, dando vita a quella continuità con il precedente romanzo. “Il giallo e l’azzurro”, questo è il titolo del romanzo, riesce guardano semplicemente la copertina a dare delle informazioni interessanti così da incuriosire il lettore. Si nota quello scorcio naturale tipico delle zone iblee, dove predomina quel giallo che si trova nei campi che contrasta con l’azzurro del sovrastante cielo. Per poi passare alla quarta di copertina che sembra nata dall’unione di quel giallo e di quell’azzurro come a concludere il romanzo in un verde dalla vigorosa chioma di un albero. Tutto questo non è altro che un dipinto dello stesso autore. Il giallo e l’azzurro, dunque, sono i due colori che rappresentano meglio di ogni altro lo scenario geografico, l’ambientazione scenica, in cui si svolge la vicenda narrata da Gaetano Celestre. Nel romanzo troviamo quell’intreccio di sensazioni, emozioni, che sono costantemente ritmate da brani musicali di genere jazz. Molte delle sue “divagazioni artistiche” sono rappresentate dalla pittura al teatro, dalla musica jazz alla scrittura, passando per la letteratura classica greca ed anche qualche aperitivo al bar, emergono dirompenti dal suo romanzo. La narrazione, nel suo dinamico fluire inframmezzato da un continuo intreccio tra il racconto e l’intercalare di riflessioni seriose e ironiche dell’autore sulle vicende descritte, tra la concentrazione sull’interiorità dei personaggi e l’attenzione sensoriale all’ambiente. Il tutto inizia in un “sudaticcio” giorno nel cuore di una soleggiata estate ed ecco che il protagonista decide di iniziare il suo primo giorno lavorativo vestito di tutto punto, rigorosamente in giacca e cravatta, cappello di feltro alla Bogart, e sopraffatto da un “sudore maleodorante e placido come il mare d’agosto”. “La peculiarità del libro sta nel fatto che tali tematiche come: la disoccupazione, l’omosessualità, abusi sessuali sui minori sono delicatamente prospettate al lettore e così perfettamente equilibrate da non far sentire il loro reale peso in quanto accompagnate da un leggero contorno di situazioni grottesche, in cui si trova ad esempio il protagonista, Piero Menardo, che cade nella sua stessa tazzina da caffè…- così viene sottolineato da uno dei relatori durante la serata- Situazioni, dunque, dove il serio e il faceto, posti su dimensioni parallele, camminano a braccetto dirigendosi verso una realtà che potrebbe essere ben più complessa di quella che appare. – conclude- E’ questo il messaggio finale che vuole dare Gaetano Celestre”. Ricordiamo che per il giovane scrittore si tratta della sua seconda pubblicazione. Celestre ha già ottenuto ottimi risultati aggiudicandosi il “Premio speciale città di Palermo 2011”, per la categoria scrittori under 35, con il racconto breve “Il nono cavaliere”. Inoltre, quest’anno ha partecipato al Premio letterario Rai “La Giara” con un lavoro inedito, superando la selezione in ambito regionale per poi essere invitato come ospite in alcune trasmissioni a carattere nazionale e locale. Il suo primo romanzo, “Bagni Achei”, è stato pubblicato nel 2009.
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