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“SPARKS”: C’E’ MOLTO DA COMUNICARE ATTRAVERSO IL LINGUAGGIO DELLA MUSICA
21 Nov 2012 20:11
Il gruppo locale “The Outerspace” è lieto di presentare il primo live dal titolo “Sparks” domenica 2 dicembre 2012 presso l’auditorium dell’educatorio maschile (angolo via M.Schininà – Corso Italia). Inizio 18.00. Il concerto promuove l’omonimo album che uscirà nei prossimi mesi. La band è formata da quattro ragazzi: Giosè Chessari (voce, tastiere e prima chitarra), Angelo Giummarra ( tastiere e seconda chitarra), Fernando Chessari ( basso e seconda voce), Sharon Guastella (percussioni). Il progetto “Sparks” è iniziato questa estate e racchiude dei brani inediti scritti, in lingua inglese, e musicati da Angelo e Giosè. Il messaggio che i quattro ragazzi vogliono lanciare è il seguente: “When the Sparks will come, you’ll be out from the Blind Alley”. (“Quando le Scintille arriveranno, sarai fuori dal Vicolo Cieco”).
E’ questo fondamentalmente quello che Sparks vuole trasmettere, una “salvezza” interiore, sprigionata dalla forza della luce, sotto forma di scintille. Il vicolo cieco rappresenta idealmente un problema, appunto una situazione senza via d’uscita, e l’unico modo per superare un problema è affidarsi alle persone che più si amano, lasciarsi andare, fidarsi del proprio amico, della persona che si ama.
Sparks, la prima traccia, è l’epilogo di tutto quello che l’album vuole dire attraverso un altro linguaggio, quello della musica.
Se non si riesce a trovare la persona “amata”, quella di cui fidarsi, è evidente che è come se il mondo ci cada addosso, tutto ci sembra impossibile, e la prima cosa che viene da fare è mollare. Ma è anche presente la natura, sotto il simbolo del canto degli animali, magari che danno una gioiosa speranza anche di fronte a una “guerra” reale, o ideale che sia, una guerra di pensieri, di emozioni, attenuate dal grido della speranza. The Line of Hope, la linea della speranza, è l’obbiettivo che bisogna porsi, l’obbiettivo da raggiungere, la linea che deve essere “rotta”.
La luce è costantemente presente anche sotto forma di raggio, in “A Ray of Light”, un raggio che quasi quasi colpisce la vetta della nostra vita in “Over the Brow”, e che scendendo dalle vallate incontra il simbolo più grande e meraviglioso di tutti i tempi, il mare. E’ qui che la speranza, l’amicizia, la tenacia, si fondono tutti insieme per formare un’immagine quasi mitologica, raffigurata nella “regina del mare” (The Queen of the Sea). I “Blind Alley” della vita non devono assolutamente scoraggiarci, perché anche il soffio caldo delle 7 note musicali può aiutarci ad uscire sani e salvi, e ammirare l’esplosione delle scintille della luce, premio della speranza e della tenacia.
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