Quel dolce pistoiese con le mandorle di Avola. FOTO

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Pistoia è famosa per alcune cose: il Pulpito di Sant’Andrea di Giovanni Pisano, capolavoro dell’arte medievale italiana, la citazione di Dante Alighieri nell’Inferno della Divina Commedia: “Ahi Pistoia, Pistoia, ché non stanzi | d’incenerarti sì che più non duri, | poi che ‘n mal fare il seme tuo avanzi?”, il “Passo di Annibale” il cui presunto passaggio nel 217 a.C. del generale Cartaginese sarebbe avvenuto durante la seconda guerra punica e la battaglia di Pistoia, avvenuta nel 62 a.C. , evento conclusivo della congiura di Catilina.

Tale battaglia si sarebbe svolta sulla Montagna pistoiese, nei pressi dell’attuale abitato di Campo Tizzoro,

Ma è ricordata anche per alcune cose un po’ più ghiotte, a noi amanti del gusto: il confetto “birignoccoluto”, con all’interno un seme di finocchio o di coriandolo e il particolarissimo Panforte Pistoiese, un dolce sfiziosissimo legato alla tradizione.

A parlarcene è Giorgia Baroni, proprietaria della Cioccolateria e Confetteria Bruno Corsini, attiva da 101 anni in città. Si tratta di una delizia di cioccolato fondente 55%, con un morbido ripieno di canditi e mandorle di Avola o della Puglia: “Mio nonno creò un cioccolato sfruttando le materie prime italiane, infatti all’epoca del fascismo, quando vi era la cosiddetta autarchia delle materie prime, questo prodotto venne chiamato “Pasta Italia”. Oggi è il nostro Panforte Pistoiese”. Attenzione a non confonderlo con il più noto Panforte di Siena: si tratta, in quel caso, di un prodotto completamente diverso, parliamo infatti di un dolce da forno.
Una visita da Corsini, se capitate da queste parti, è d’obbligo.

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