Dalla prevenzione alla paralisi. È su questo corto circuito che si accende lo scontro sulla sanità in provincia di Ragusa, dopo la denuncia durissima lanciata dal comitato Articolo 32, che chiede la rimozione immediata dei vertici dell’azienda sanitaria. Al centro del caso, una vicenda che mette in discussione l’efficacia stessa dei programmi di screening. L’ASP […]
Perché ha così successo Temptation Island? È pura fantascienza
03 Ott 2024 09:01
La rubrica dello psicologo, a cura di Cesare Ammendola
Lo giuro. Io ho dovuto seguire tutte le stagioni, ma solo a stralci (memorabili), esclusivamente per scrivere questo articolo e analizzare le dinamiche relazionali, i vissuti emotivi e le “condotte antropiche”. In ragione di ineludibili motivazioni professionali insomma. Ma so di illustri professionisti insospettabili di sessant’anni che con le loro mogli sul divano e il gatto incredulo non si sono persi mai una striscia o una puntata.
Numeri da Urlo di Munch. La scorsa edizione conclusa in estate. Quasi il 32% di share, ovvero tre milioni e settecentomila studiosi ad esaminare lo schermo. Mika kotike! Con picchi del 47%: più di quattro milioni e trecentomila telespettatori incollati e incalliti. E la fascia delle ragazze e dei ragazzi dai quindici ai diciannove anni la più interessata (e considerando che la tv generalista è già in fin di vita, potremmo gridare tranquillamente al “miracolo televisivo”).
Oramai il reality di Canale 5 è un vero e proprio fenomeno di costume che ha surclassato financo il Grande Fratello (e ve la dico tutta, secondo me anche i partecipanti del Grande Fratello la seguono ossessivamente di nascosto dalla casa). Temptation Island è tornata a settembre per ragioni sanitarie: era necessario rispondere all’astinenza di milioni di utenti come noi (e poi bisogna battere il luminoso trend fin tanto che è rovente il più a lungo possibile).
Il segreto del successo di questo format? Non è esattamente il Terzo Mistero di Fatima. La potenza dello spettacolo very pop ribolle nell’effetto voyeurismo, la curiosità verso i mazzi e contromazzi degli altri, soprattutto se sono casini e dilemmi sentimentali laceranti, quelli che (in misura e forma diversa per fortuna) appartengono a tantissimi di coloro che assistono e commentano e giudicano e tifano dall’altra parte dello schermo morale (gatti compresi).
Quando ci ripenso, un po’ sorrido di sgomento. Il lungo pseudo-isolamento di coppie e tentators (pagati profumatamente per calcolarti e adularti e allisciarti come fossi l’ultimo Brad Pitt in un’isola deserta) che si metteranno alla prova sfidando il Dio Ormone e tenteranno di risolvere la propria crisi. Diciamolo, detta già così è talmente stupida da essere avvincente e irresistibile.
La sera, dopo la quotidiana indigestione di realtà, abbiamo bisogno di essere catapultati in un’altra dimensione, un metaverso che è un cortile digitale, un film di fantaincoscienza a puntate. Comico a sua insaputa.
La tv per voyeur non è proprio Super Quark o Ulisse di Alberto Angela. Ma non possiamo essere intelligenti tutta la vita! E tutte le sante ore della giornata.
E subito poi, il fenomeno tv in salsa cibernetica cattura l’attenzione infuocata dei social, in diatribe e commenti che alimentano la curiosità degli intellettuali che non vogliono sentirsi esclusi.
E poi il gran finale da Hitchcock. Le coppie finaliste dinanzi a milioni di analisti decidono il destino della propria storia in un discernimento elettrizzante e adrenalinico che solo Via Col Vento … C’è chi si separa e fugge col single, altri si baciano spontaneamente in mondovisione con l’autenticità dell’olio di palma dei tempi migliori e gli applausi di tutti i concorrenti che si immedesimano inevitabilmente … in se stessi. Altri rompono, sul tappeto di note di “Se mi lasci non vale, e so resistere a tutto tranne che alle tentazioni” di wildiana memoria. Altrove invece sboccia il lieto fine tra lacrime e abbracci e danze propiziatorie o espiatorie, fate voi. E in tanti sul divano che sogghignano compiaciuti: “Ha fatto bene. E ben ti sta! Lurda ca si.” o altrove, in altri più misericordiosi divani: “Poverina. Io che avrei fatto al posto suo?”
E nel cuore di tutto, le fusa stralunate di un gatto senza parole sul mood di Blade Runner: “Ho visto cose che voi tentatori non immaginate …”
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