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Insulti social al sindaco di Modica per la mancata chiusura delle scuole: “Segnale di degrado educativo”
16 Mar 2026 12:13
Non preoccupa solo l’allerta meteo che in queste ore è stato lanciato per la Sicilia orientale, ma anche il degrado educativo che impera ogni giorno di più nella società che ci circonda. C’è grande indignazione per alcuni commenti offensivi comparsi sui social in queste ore. Sotto un post informativo pubblicato dalla Protezione Civile di Modica, infatti, sono stati diffusi messaggi carichi di insulti e linguaggio offensivo rivolti al primo cittadino, Maria Monisteri.
I commenti, poi condivisi pubblicamente, hanno suscitato reazioni di forte disapprovazione da parte di cittadini, amministratori e utenti dei social, che hanno espresso solidarietà al sindaco di Modica per gli attacchi ricevuti. In molti hanno sottolineato come simili episodi rappresentino un segnale di crescente maleducazione nel dibattito pubblico online.
L’episodio ha riacceso il tema del rispetto nei confronti delle istituzioni e del ruolo dei social network, sempre più spesso terreno di sfogo per attacchi personali e linguaggi inaccettabili. In diversi interventi è stata auspicata una presa di posizione netta contro chi utilizza questi strumenti per offendere o intimidire.
Non è la prima volta che situazioni del genere, proprio per la mancata chiusura delle scuole in situazioni di allerta meteo, si verificano nel territorio ibleo. In passato era stato preso di mira anche il sindaco di Ragusa, Peppe Cassì, bersaglio di commenti offensivi sui social.
Al di là del singolo episodio, ciò che più preoccupa molti cittadini è il clima che sembra emergere da questi comportamenti: un progressivo innalzamento dei toni e un segnale di degrado educativo e morale, che coinvolge spesso anche giovanissimi e che chiama in causa il ruolo delle famiglie e dell’educazione civica.
Da più parti è stata espressa la speranza che gli autori di questi messaggi possano essere individuati e chiamati a rispondere delle proprie parole, nel rispetto delle norme che regolano la comunicazione online. Nel frattempo, resta solo grande amarezza per un episodio che nulla ha a che vedere con il confronto civile.
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