Dalla prevenzione alla paralisi. È su questo corto circuito che si accende lo scontro sulla sanità in provincia di Ragusa, dopo la denuncia durissima lanciata dal comitato Articolo 32, che chiede la rimozione immediata dei vertici dell’azienda sanitaria. Al centro del caso, una vicenda che mette in discussione l’efficacia stessa dei programmi di screening. L’ASP […]
INQUINAMENTO E SALUTE 2
05 Gen 2011 18:03
Leggo dalla stampa di oggi che, come sempre accade quando si vuole intervenire in argomenti difficili e molto delicati, qualcuno tende a sminuire, a sottovalutare o ancora peggio a denigrare un lavoro serio di ricerca, di studio ed approfondimento sul tema dell’inquinamento e della salute dei cittadini.
Premetto, a scanso di equivoci, che non mi sono mai permesso e mai lo farò, di mettere in discussione la salubrità dei nostri prodotti ortofrutticoli perché confido nei controlli che vengono fatti periodicamente e che testimoniano che i nostri prodotti rispettano le direttive ferree per la commercializzazione; ritengo pertanto ipocrita la replica di Vittoria che Cambia che furbescamente travisa l’argomento per ingraziarsi la benevolenza dei produttori. Il problema è enorme e bisogna affrontarlo da tutti i punti di vista e soprattutto da quello che riguarda la salute di tutti i cittadini e dei lavoratori delle serre e dei loro familiari che sono i primi ad essere esposti a questa forte pressione ambientale.
I dati non solo sono preoccupanti ma allarmanti e da parecchi anni e non si è ancora fatto nulla per mettere in correlazione l’aumento di alcune patologie con l’aumento dell’inquinamento ambientale. Secondo questi dati, la provincia di Ragusa, rispetto alla SAU (superficie agricola utile) e il quantitativo di prodotti chimici (tossici e molto tossici ) utilizzati, è una delle zone agricole a più alto rischio di inquinamento di tutta l’Europa. Il bacino imbrifero del Dirillo è completamente inquinato e quello dell’Ippari è completamente morto dal punto di vista ambientale. Le stazioni di rilevamento puntualmente ogni anno testimoniano un inquinamento delle falde acquifere superficiali e profonde di gravità eccezionale; tutte le specie faunistiche che abitavano questi bacini sono scomparse già da parecchi anni.
Rispetto ai quantitativi di prodotti chimici venduti alle aziende agricole ragusane e non a quelle delle altre province, come affermano Dieli e soci, nel 2009 sono stati venduti 1.5000.000 chili di principi attivi di fitofarmaci e pesticidi che devono essere registrati in appositi registri dai rivenditori e dagli agricoltori che devono manipolarli con appositi brevetti.
Si potrebbe fare come gli struzzi: mettere la testa sotto la sabbia ed aspettare che questa bomba chimica ci scoppia tra le mani. Io credo che non ce lo possiamo permettere e pertanto chiedo che venga fatto uno studio epidemiologico che coinvolga la ASP di Ragusa, le organizzazioni di categoria, l’ARPA di Ragusa e la Facoltà di Igiene dell’Università di Catania, che è stato deliberato già dal Consiglio Provinciale all’unanimità dei presenti su mia proposta l’anno scorso quindi soprattutto dalla maggioranza di centro destra, e che l’amministrazione Antoci ancora non ha commissionato, per valutare l’impatto di questa pressione tossica sulla salute dell’uomo e non sui prodotti ortofrutticoli.
Quindi prego le altre forze politiche ad essere seri e responsabili di fronte ad un argomento che avrà ripercussione anche sulla salute dei nostri figli. (s.v.)
© Riproduzione riservata