INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA “LAIV” DI ADELE STATELLO

La rassegna culturale, diventata ormai un appuntamento di rilievo nel panorama degli eventi estivi modicani, volge al termine. Lo scenario del Museo Tommaso Campailla, che ha rappresentato il valore aggiunto dell’intera iniziativa, farà da cornice al penultimo Aperitivo ad Arte, l’appuntamento settimanale che ha riscosso tanto consenso di pubblico in questi mesi.

Giovedì 8 settembre alle 19.30 verrà inaugurata la Mostra Personale di Fotografia “Laiv” di Adele Statello.

L’artista, originaria di Scicli, ha iniziato a dilettarsi dietro l’obiettivo nel 2001. La molla principale è la passione per la musica. La prima mostra, la riuscita “Radiofotìe – Il colore della musica” (2009), è stata  incentrata sulla documentazione di alcuni concerti particolarmente significativi. Proseguendo nell’attività, sono poi giunte varie soddisfazioni: collaborazioni con etichette discografiche, produzioni per il cinema, case editrici, studi o agenzie pubblicitarie.

La mostra dal titolo “Laiv”,  raccoglie gli scatti, tutti in pellicola, effettuati in un arco di tempo compreso fra il 2004 e il 2010 in occasione di esibizioni svoltesi in Sicilia. Una carrellata di immagini, artisti italiani e stranieri: dai P.G.R. di Giovanni Lindo Ferretti a Morgan, da Jane Birkin a Khaled, da Elisa a Rita Botto e Georgia Costanzo, dai Giardini di Mirò ai Quintorigo, da Nicola Piovani a Giovanni Sollima.

Scrive Elena Raugei, giornalista del panorama musicale: “Le foto evidenziano una sensibilità lampante, una personale cifra espressiva. Chitarre e bassi elettrici, pianoforti, archi, microfoni, smorfie e balletti si succedono in una suggestiva parata di luci e ombre. Che l’elegante bianco e nero, preferito stavolta in pianta stabile al colore a conferma della coerente determinazione nelle proprie scelte e del lodevole desiderio di cambiare, non tragga in inganno: i soggetti ritratti brillano di vivide policromie, a naturale riflesso di note che le orecchie, stimolate dagli occhi, possono finalmente concedersi il lusso di immaginare. Come in un irrinunciabile cortocircuito”.

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