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Il Vaticano scomunica l’arcivescovo Viganò: è accusato di scisma
05 Lug 2024 16:15
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L’arcivescovo Carlo Maria Viganò è stato scomunicato dalla Congregazione per la Dottrina della Fede per il reato di scisma, dopo aver ripetutamente attaccato Papa Francesco e rifiutato di riconoscere la sua autorità. La Congregazione ha affermato che Viganò ha pubblicamente rifiutato di sottomettersi al Sommo Pontefice e ha negato la legittimità del Concilio Vaticano II. Viganò, rappresentante del settore più conservatore della Chiesa, ha servito come nunzio apostolico in Nigeria e negli Stati Uniti. Ha apertamente accusato Papa Francesco di essere a conoscenza degli abusi sessuali del cardinale Theodore McCarrick e ha criticato il documento “Fiducia Supplicans”, che consente la benedizione delle coppie omosessuali.
Le accuse al Papa
Ha anche definito il Papa “eretico”, “tiranno” e “servo di Satana”, ha messo in dubbio la sua elezione nel conclave del 2013 e lo ha attaccato apertamente dopo la pubblicazione del documento “Fiducia Supplicans”, che consente la benedizione delle coppie omosessuali. Per tutto questo, la Santa Sede lo ha accusato di “scisma”, per le sue “dichiarazioni pubbliche che si traducono in una negazione degli elementi necessari per mantenere la comunione con la Chiesa cattolica: la negazione della legittimità di Papa Francesco, la rottura della comunione con lui e il rifiuto del Concilio Vaticano II”.
Il 28 giugno Viganò ha spiegato sul social network X che l’apertura di questo processo canonico a suo carico gli era stata notificata con “una semplice email”. “Suppongo che la sentenza sia già pronta, visto che si tratta di un processo extragiudiziale. Considero le accuse contro di me un onore. Credo che il tenore stesso delle accuse confermi la tesi che ho difeso”, ha detto. L’ex nunzio ha descritto il Concilio Vaticano II (1962-1965), che ha rivoluzionato e modernizzato la Chiesa, come “un cancro ideologico, teologico, morale e liturgico” e ha definito la “Chiesa bergogliana”, riferendosi al cognome del Papa, Bergoglio, una “metastasi”.
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