Dalla prevenzione alla paralisi. È su questo corto circuito che si accende lo scontro sulla sanità in provincia di Ragusa, dopo la denuncia durissima lanciata dal comitato Articolo 32, che chiede la rimozione immediata dei vertici dell’azienda sanitaria. Al centro del caso, una vicenda che mette in discussione l’efficacia stessa dei programmi di screening. L’ASP […]
Cosa è mancato veramente ai giovani durante il lockdown? L’indagine del laboratorio antibullismo dell’Asp
24 Set 2020 12:48
Chi e cosa gli sono mancati durante il lockdown? Cosa gli ha dato più fastidio? Sono cambiati? Come è stata la prima estate post Covid? Sono queste alcune delle domande contenute nelquestionario relativo alla ricerca dal titolo “Una voglia assurda”, firmata e condotta da luglio ad agosto 2020 dal dr. Giuseppe Raffa, pedagogista, coordinatore dell’ambulatorio anitbullismi della Asp di Ragusa, col supporto tecnico di Giovanni macca, statistico, e il pieno supporto della direzione generale della Asp iblea.
L’azione, realizzata sia su questionario cartaceo che tecnologico (whatsapp), ha coinvolto oltre 500 giovani della provincia di Ragusa in età compresa tra i 15 ed i 25 anni. I ragazzi, per lo più tra i 17 e i 20 anni, nel 78% dei casi studenti, provenivano da Vittoria, Ragusa, Modica e Comiso, soprattutto. I risultati. Ai giovani iblei è costato parecchio rinunciare agli amici (52%) e ai partner (31%) durante il lockdown.
Lo dimostra il fatto che le prime due cose fatte ad emergenza finita sonostate vedere gli amici (56,16%) ed incontrare i partner (26%). Ai nostri ragazzi è mancata la scuola, anche se in una percentuale non altissima, circa l’11%. Durante le restrizioni si sono attaccati alla rete,ai social ed alle messaggerie per restare in contatto con amici, partner, conoscenti: 65,75%. La pandemia non li ha cambiati, lo dichiara il 50% del campione. Del quale un 26% ci ha rivelato di essere oggi più altruista di ieri.
Solo il10% ha utilizzato la forzata permanenza a casa per migliorare il dialogo coi genitori. La cosa che ha dato più fastidio ai nostri giovani costretti all’immobilità dal virus èstata il rimanere a casa per quasi due mesi. Una cosa insopportabile per quasi il 33% del nostro campione. Mentre il 18% circa di loro ha dichiarato che sono stati i sacrifici della emergenza la cosa che hanno tolleratoassai poco. Come la paura per sé e per i congiunti, 30,14%. I ragazzi hanno provato un certo fastidio a rispettarele regole sanitarie, 15,07%.
La loro estate è stata normale, a sentire il 61,64% del campione. Ma per un eloquente 40% circa di loro la trascorsa stagione estiva è stata invece matta e senza regole. Tanto è vero che un campione equivalente al 12,33 % ad inizio estate ha pensato solo a divertirsi senza regole e a bere alcolici. Nonostante tutto temono che l’autunno possa portare una nuova ondata di contagi, 49,32%. Per quasi il 40% del campione il futuro prossimo è visto come poco chiaro e nebuloso.
I risultati della presente ricerca dispiegano un quadro controverso dei giovani post Covid. I quali, a differenza dei coetanei del Nord e del Centro Italia, manifestano un importante attaccamento ai valori quali l’amicizia e la famiglia. Come i pari età di tutta Italia sono invece attaccatissimi, praticamente appiccicati,alle tecnologie, con ilCovid che ha forse acuito tale situazione. E come i giovani del resto della Penisola, anche una parte dei nostri ragazzi ha inteso liberare senza freni le energie represse anche a costo di violare le regole ed abusare degli alcolici. Ciò in percentuale meno alta rispetto a quanto avvenuto questa estate sia al Nord che al Centro. Una diversa sensibilità rispetto ai coetanei italiani si nota nella giusta paura che i nostri giovani nutrono nei riguardi di una nuova ondata autunnale dei contagi da Covid 19.
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